Florovivaismo al collasso: la gran parte della produzione destinata alla distruzione. Il presidente Brunelli: «Servono misure straordinarie per dare liquidità alle nostre aziende per avere un’agricoltura anche domani»

È un’agricoltura toscana in prima linea quella che sta affrontando l’emergenza sanitaria Coronavirus a fianco di tutti gli italiani e che non si ferma mai, per garantire quotidianamente ad ognuno il cibo sulla tavola ogni giorno. Lo ricorda la Cia Agricoltori Italiani della Toscana, impegnata in prima linea a garantire servizi alle aziende agricole toscane ed a promuovere le diverse iniziative per i cittadini.

Bene in questo senso le misure concertate con la Regione Toscana da proporre al Governo, insieme all’assessore Marco Remaschi, ma occorre intervenire con urgenza per far fronte a una situazione drammatica.

«Ribadiamo – sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – che in questa fase è necessario adottare interventi efficaci per consentire alle imprese agricole di superare l’attuale emergenza, di cui non conosciamo l’evoluzione e la fine con i relativi effetti e ricadute. È necessario mettere in atto tutti gli interventi possibili a livello comunitario, nazionale e regionale per assicurare nell’immediato una maggiore liquidità alle imprese agricole: individuando interventi e misure straordinarie con risorse adeguate sia utilizzando fondi comunitari, che risorse nazionali e regionali. La Cia propone di utilizzare tutte le risorse non spese del Psr 2014-2020 nonché quelle previste dai regolamenti comunitari per il periodo transitorio delle prossime due annualità. Inoltre valutare la possibilità di utilizzare per il settore agricolo anche le risorse disponibili sugli altri fondi comunitari gestiti a livello regionale».



Florovivaismo al collasso, per questo Cia e Associazione Florovivaisti Italiani hanno scritto al premier Conte ed al ministro delle politiche agricole Bellanova per una attenzione particolare a questo settore: «Abbiamo chiesto l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito – spiega il direttore Cia Toscana Giordano Pascucci -. Oltre il 60% della produzione nazionale e toscana di fiori e piante è ormai destinato alla distruzione a causa dell’emergenza Coronavirus e occorrono misure di sostegno urgenti per tutelare i produttori. La chiusura dei negozi e dei mercati, la sospensione di tutte le cerimonie civili e religiose, e un atteggiamento ostile degli importatori esteri, infatti, stanno mettendo in ginocchio il settore composto in Toscana da 3.300 aziende (di cui 2.060 vivaistiche e 1.900 floricole, molte lo sono entrambi) e con un fatturato annuo di 900 milioni di euro, pari ad un terzo dell’intera produzione agricola regionale».

Fondamentale sarà che l’Europa garantisca il giusto supporto e misure straordinarie al settore agroalimentare che, nell’emergenza Coronavirus, si conferma strategico per assicurare cibo sano e sicuro ai cittadini di tutta l’Ue. La Cia-Agricoltori Italiani, ha per questo inviato al presidente del Parlamento europeo David Sassoli e al commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, una lettera per chiedere il massimo impegno delle istituzioni comunitarie e offrire la collaborazione di Cia a sostegno dell’agricoltura italiana ed europea.

«È necessario – aggiunge il presidente Brunelli – intervenire subito a livello Ue per salvaguardare la produzione agricola, le catene di approvvigionamento, i posti di lavoro, le aree rurali. Deve essere garantita la circolazione dei prodotti nel mercato interno, senza ostacoli e limitazioni». Per questo nell’appello a Parlamento e Commissione Ue, Cia chiede all’Unione europea di prevedere un pacchetto di misure straordinarie, eventualmente anche azioni non ancora previste nel quadro della normativa europea, per rispondere a un’emergenza mai vissuta in precedenza.

Cia Toscana – Comunicato stampa