Misure concrete e immediate per fronteggiare il momento difficile. Tra le richieste a Conte semplificazione accesso credito e sostegno agli agriturismi
Estensione degli ammortizzatori sociali anche per il settore agricolo in deroga alle norme attuali, come la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione estesa a tutte le imprese del settore ed anche ai lavoratori autonomi. Inoltre prevedere gli anticipi Pac, sgravi fiscali a chi acquista cibo Made in Italy, sostegno ad agriturismi ed export, incentivi ai giovani agricoltori, semplificazione nell’accesso al credito, green ticket per imprese, richiesta di deroga agli aiuti di Stato. Queste alcune delle proposte presentate da Cia Agricoltori Italiani al tavolo del Governo con le parti sociali, convocato dal premier Giuseppe Conte.
Nel dettaglio, per quanto riguarda gli sgravi fiscali, Cia chiede una detrazione fiscale per le famiglie, del 19% sulle spese per acquisto di prodotti agricoli e alimentari Dop e Igp e derivanti da agricoltura biologica. Per fare fronte all’emergenza che coinvolge alcune regioni, Cia ritiene indispensabile estendere le misure previste per le zona rossa e le zone gialle, con lo stop delle tasse e dei contributi previdenziali. In particolare – evidenzia Cia Toscana – è necessario che oltre agli interventi sanitari nella zona rossa, si attendono interventi economici urgenti che interessa l’intero sistema produttivo.
Nella riunione di oggi in Regione Toscana, con il presidente Enrico Rossi, sono stati affrontati i temi dell’emergenza coronavirus, ma anche le priorità dal punto di vista economico che sono in via di definizione da parte della Conferenza Stato-Regioni e che saranno presentate al Governo.
«Anche la situazione economica è molto preoccupante – spiega Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana – perché dobbiamo far fronte ad una pesante riduzione dei consumi. Come Cia abbiamo proposto di tenere attivo un tavolo economico (proposta accolta dallo stesso governatore), al fine di valutare le ricadute economiche dell’emergenza sanitaria: allarmante la riduzione dell’export e turismo interno, la commercializzazione dei prodotti anche per le mancate manifestazioni e fiere che sono state rinviate in Italia e all’estero, dove comunque si concludono rapporti commerciali importanti».
«Un mancato export – aggiunge Pascucci – che ci riporta ad un mercato interno però già saturo proprio perché sono fermi anche i consumi. Bisogna quindi intervenire per rilanciare in primis i prodotti toscani sia rilanciando i consumi del mercato interno, sia mettendo in atto una serie di strategie per consolidare le vendite nei mercati esteri riprendendo i rapporti economici già esistenti anche attraverso nuovi incentivi e sostegni da parte dell’ente pubblico, a partire proprio dalla Regione».
«Oltre alla gestione immediata della crisi – sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – Cia propone due linee d’intervento che riguardano: il settore agrituristico, già in allarme per le prenotazioni azzerate; l’export. Come misure tampone, infatti, Cia chiede per gli agriturismi italiani, sospensioni dei contributi previdenziali e dei pagamenti delle rate dei mutui per un periodo non inferiore a 12 mesi. Allo stesso tempo, occorrono incentivi che rilancino il settore, con adozione di coupon a parziale rimborso spese, detrazioni fiscali e sospensione della tassa di soggiorno».
A sostegno dell’export, Cia rilancia, invece, la necessità di una campagna promozionale all’estero che punti sugli elementi di salubrità del cibo italiano, oltre a incentivi a tutela del sistema fieristico internazionale.
Quanto al sistema produttivo, per Cia è opportuno un intervento di natura finanziaria che dia ossigeno alle aziende agricole per almeno 24 mesi, parallelamente a una semplificazione dell’accesso al credito grazie al fondo Ismea.
Nel piano di azione previsto dal Governo, si auspicano anche interventi strutturali che fungano da volano per il comparto, come il prolungamento del credito d’imposta e la stabilizzazione delle esenzioni fiscali per i primi insediamenti in agricoltura, a supporto dei giovani imprenditori.
Cia Agricoltori Italiani propone, inoltre, l’ipotesi del green ticket per le imprese, uno strumento che semplifichi i rapporti di lavoro in agricoltura, introducendo una maggiore flessibilità. Infine, serve la rapida approvazione del “collegato agricolo” alla legge di Bilancio.
«Occorre pensare a un progetto di rilancio e sviluppo dell’intero sistema economico – ha sottolineato il presidente Brunelli -. Chiediamo misure concrete e immediate per fronteggiare il momento difficile. Servono anche impegni di prospettiva per tornare a crescere».
Cia Toscana – Comunicato stampa


