Semi, varietà antiche e innovazione nei ‘saperi’ delle donne. A Firenze “giornata biodiversa” organizzata da Cia Toscana e Donne in Campo.
461 produzioni tradizionali e oltre 30 prodotti a denominazione sono la punta dell’iceberg della varietà toscana. Brunelli, presidente Cia Toscana: «Biodiversità deve tradursi in reddito per le nostre imprese»

Un’agricoltura toscana che oltre ad esprimere 461 prodotti agricoli tradizionali (censiti dalla Regione); 15 Dop (3 in itinere) 14 Igp (2 in itinere), ha portato innovazione e multifunzionalità: un settore in cui le donne giocano un ruolo importante in agricoltura per l’uso ed il mantenimento delle risorse naturali, nella difesa del territorio e, non ultima, nella difesa della biodiversità. Le donne – è emerso dal convegno fiorentino moderato da Anna Maria Dini (Donne in Campo Toscana) – sono le prime “custodi del patrimonio genetico mondiale”.

«Le parole chiave – ha sottolineato Cinzia Pagni, vicepresidente Cia – sono caparbietà, coraggio e cambiamento, e a fare da sfondo una grande condivisione di valori delle nostre donne dell’agricoltura toscana. Puntando sulla biodiversità abbiamo piantato tanti semi delle buone pratiche, che poi siamo riuscite ad esportate anche fuori dalla Toscana: dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale, in Toscana è nato il primo agri-catering ed anche il primo agri-asilo. Per la Cia, la biodiversità è una scelta politica chiara: ad Expo abbiamo deciso di stare nel padiglione della Biodiversità, ‘piantando alcuni semi’, che a fine anno, hanno portato alla legge, che non era affatto scontata».

«La biodiversità è strategica – ha affermato Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente Navdanya International (l’associazione di Vandana Shiva) – asse portante per l’agricoltura del futuro. Un grande risultato la legge nazionale, ma a livello europeo – ha ricordato – la normativa sulle sementi. L’Europa in questo settore sta andando nella direzione sbagliata, c’è bisogno di cambiare la direzione in cui si sta andando».
L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi ha sottolineato come i consumatori siano alla ricerca di prodotti di qualità in modo maggiore rispetto al passato: «C’è stato un ritorno a certi stili di vita, la ricerca in agricoltura – ha detto Remaschi – fatta dalla Toscana ha portato a risultati importanti. Dobbiamo continuare a lavorare sul fronte della qualità e della biodiversità, rafforzare e valorizzare – anche attraverso nuovi investimenti – le nuove idee per affrontare nel modo migliore le sfide che il mercato ci propone». L’assessore ha poi annunciato nuove misure del Piano di sviluppo rurale, già dal mese di marzo: una “misura agroclimatico-ambientale” (dedicata alla biodiversità) e una sul biologico, «dove – ha detto – continueremo ad investire cercando nuove risorse economiche». Infine ha concluso Remaschi: «Grazie alla determinazione delle Donne in Campo, al lavoro della Cia e alla politica regionale – ha sottolineato – ce la possiamo fare ad ottenere con determinazione grandi risultati».

Ed in occasione della “giornata biodiversa” c’è stato anche il cambio al vertice di Donne in Campo Toscana: la neo presidente è Daniela Vannelli, “agricoltrice creativa” di Quarrata (Pt), che succede a Maria Annunziata Bizzarri: «Un ritorno alla biodiversità rurale nei campi è auspicabile – ha detto Vannelli -; non solo per un recupero di sapori e aromi di cui le modernità sono povere, ma anche di colori e forme che rendono piacevole mangiare e per favorire il consumo del cibo locale, e la vendita diretta di prodotti di fattoria».


