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Expo: più valore all’agricoltura per un mercato migliore. L’importanza di OI e interprofessione

2016-10-12T15:25:56+02:0028 Agosto 2015|Cia nazionale, Expo 2015|

Nuovo impulso alle organizzazioni e agli accordi interprofessionali a vantaggio del consumatore. E con La Spesa in Campagna debutta “la spesa agricola 2.0”. La Cia, nella sua quarta giornata all’Expo, rilancia la necessità di riorganizzare e accorciare le filiere. L’Italia è in forte ritardo rispetto all’Europa e questo si traduce in meno reddito per chi coltiva e maggiori costi per chi consuma. Il “caso” dei prezzi all’origine dei fenomeni criminali del lavoro nero.

20150828_cianazionale_expo_oi_interprofessioneDare più valore all’agricoltura per costruire un mercato agroalimentare migliore assicurando più reddito a chi coltiva e minori costi ai consumatori. Il “caso” dei prezzi agricoli, peraltro, è oggi al centro del dibattito poiché è da esso che si originano i fenomeni criminali legati al lavoro nero e al caporalato. Senza un’alleanza produttori-consumatori per la comprensione del valore agricolo difficilmente si potrà sconfiggere questa piaga. E proprio per questo la Cia rilancia la proposta dell’etichetta etica. Si tratta di un protocollo volontario attraverso il quale il produttore certifica che la coltivazione è stata fatta nel rispetto delle leggi, che le retribuzioni sono state corrisposte secondo contratto e che quel prodotto oltre ad essere di qualità, di origine certa e magari ottenuto da coltivazione biologica è anche “buono da pensare”, cioè eticamente corretto.

La sostenibilità per Cia è certo quella ambientale, ma è anche quella sociale ed etica. Ma per informare il consumatore è necessario che sia dichiarato il prezzo all’origine in modo che si capisca che produrre sottocosto significa infrangere le leggi e comprare sottocosto significa accettare l’idea che si possa ricorrere al lavoro nero. “E’ un nostro primario obbiettivo -ha dichiarato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- quello di operare per incrementare il reddito delle imprese agricole. La nostra idea di agricoltura sostenibile si coniuga attraverso la sostenibilità economica, ambientale ed etica. Ma per far questo è necessario che i prezzi all’origine dei prodotti siano remunerativi per chi coltiva nel rispetto delle regole”.

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“Noi come Cia -ha sostenuto ancora Scanavino- non ci fermiamo, però, alla mera affermazione di principio, vogliamo proporre soluzioni che stanno nell’accorciamento e nel miglioramento delle filiere, nella valorizzazione del ruolo delle Organizzazioni interprofessionali e dunque degli accordi interprofessionali convinti come siamo che dare più valore all’agricoltura significa costruire un mercato migliore. Purtroppo in Italia su questo versante scontiamo una frammentazione che fa lievitare i costi e un ritardo rispetto all’Europa sugli accordi interprofessionali e sul miglioramento delle filiere che si traduce in minor reddito per chi coltiva e maggior costo per chi consuma. Dall’Expo che si occupa di nutrire il pianeta noi lanciamo la nostra proposta per assicurare un futuro dignitoso all’agricoltura”.

Per questo la quarta giornata di Cia in Expo è incentrata su un tema d’importanza decisiva: “Strategie di successo per un’agricoltura che guarda ai mercati”. Il dibattito della giornata si è aperto all’Auditorium di Palazzo Italia con la relazione introduttiva del vicepresidente Antonio Dosi proprio sui temi legati all’efficienza delle filiere e al ruolo dell’interprofessionalità. In sostanza, si tratta di mettere a fuoco il fatto che le diseconomie della filiera dovute alla frammentazione ed agli eccessivi costi di transazione rappresentano il più importante fattore della perdita di competitività del sistema agroalimentare italiano. La frammentazione non è da imputare solo alla fase agricola ed alla ridotta maglia poderale delle aziende agricole, ma a tutte le fasi della filiera: dalle cooperative alle industrie alimentari, fino alle Centrali Italiane della Grande distribuzione. La mancata regolazione della filiera, inoltre, comporta una distribuzione del valore aggiunto particolarmente svantaggiosa per le imprese agricole, ma che ha effetti pesanti anche sul consumatore finale. In più in Italia non vi è -al contrario di quanto avviene nel resto d’Europa- attenzione al valore delle Organizzazioni Interprofessionali soprattutto a fronte del ruolo sempre più decisivo della grande distribuzione nel mercato agroalimentare.

Per approfondire questi aspetti la Cia ha promosso quindi una tavola rotonda per mettere a confronto le diverse esperienze europee e di indicare una nuova strategia per l’Italia capace di ammortizzare le diseconomie del mercato. Alla tavola rotonda, che ha per tema “Interprofessione: importante strumento di partnership nelle filiere agroalimentari. Cosa serve perché diventi reale soggetto di governo ed equilibrio dei mercati”, hanno partecipato -coordinati da Letizia Martirano direttrice di Agrapress- Bruno Buffaria della Commissione europea (Capo unità “Aspetti generali dei mercati agricoli”), Luca Bianchi del Mipaaf (capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca), Pedro Baratro Triguero (presidente OI Olio spagnola “Interprofesional del aceite de oliva”), Bruno Dupont (presidente OI ortofrutticoli freschi Francia Interfel), Thierry Roquefueil (presidente OI latte Francia CNIEL) e Nazario Battelli (presidente OI “Ortofrutta Italia”).

Ma nel corso di questa giornata di Cia in Expo si guarda anche ai nuovi modi di fare mercato, in particolare alla vendita diretta da parte delle aziende. Con l’utilizzo anche delle nuove tecnologie. Debutta il nuovo strumento di e-commerce che “La Spesa in Ccampagna” ha messo a punto e che consente al consumatore, collegandosi al sito www.laspesaincampagna, di ordinare direttamente dal campo alla tavola anche i “freschi e freschissimi”. Oggi pomeriggio ad Expo debutta infatti “la spesa agricola 2.0”.

Accade nel corso dell’assemblea dell’associazione La Spesa in Campagna -la rete degli agricoltori di Cia che vendono direttamente- aperta dalla relazione di Matteo Antonelli, presidente dell’Associazione. E’ toccato invece al direttore dell’associazione Tommaso Buffa illustrare il progetto innovativo di e-commerce legato al portale. Da questo nasce “la spesa agricola 2.0”. Nel corso dell’assemblea sono intervenuti Davide Pati (associazione Libera) che ha illustrato l’esperienza sull’e-commerce del portale dei prodotti di Libera Terra, l’avvocato Donato Nitti con una relazione sul “Contratto di rete per la vetrina del territorio” mentre Beatrice Tortora e Roberto Barbi hanno esposto due casi di successo: l’esperienza di Spesa in Campagna a Pescara e la Bottega di Spesa in Campagna a Siena.

“La Spesa in Campagna è la dimostrazione di come si possa assicurare reddito agli agricoltori migliorando l’efficienza del mercato -ha evidenziato il presidente Scanavino-. La vendita diretta è per noi un’importante risorsa, l’aver saputo utilizzare la meglio gli strumenti della tecnologia sviluppando un importante settore di e-commerce dimostrerà come l’agricoltura quando coniuga sostenibilità, qualità e innovazione è in grado di produrre grande valore”.


Fonte: Cia nazionale

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