di Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana
In questi mesi di inizio anno si stanno svolgendo le nostre assemblee per il rinnovo degli organi. Sono occasioni importanti per fare il “tagliando” alla Confederazione alla soglia del 50esimo anno dalla costituzione.
Passa il tempo, si sono profondamente modificati i contesti e gli scenari, ma il ruolo dei corpi intermedi rimane fondamentale, determinante per assicurare un’adeguata rappresentatività di lavoratori, imprese e cittadini ed un confronto continuo con istituzioni e forze politiche.
Anche per questo è importante il ruolo di questi soggetti (sindacati, associazioni datoriali e d’impresa, dei lavoratori autonomi); è strategico il saper interpretare e rappresentare i fabbisogni e le aspettative dei rispettivi associati.
Le tante assemblee territoriali, provinciali e regionali di queste settimane sono un’occasione importante per approfondire la situazione del settore – che purtroppo è nota e non c’è bisogno di dettagliare -, per riaffermare che l’agricoltura svolge un ruolo essenziale e strategico per il futuro del Paese, che coloro che vivono nelle aree interne e rurali hanno diritto ad una qualità della vita dignitosa. Per questo c’è bisogno di potenziare e rafforzare infrastrutture, mobilità e servizi (scuole, presidi socio-sanitari, uffici al servizio di cittadini ed imprese).
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Il ruolo della Confederazione in questi anni è profondamente cambiato, e dovrà ulteriormente evolversi per riuscire ad essere protagonista ed interlocutore autorevole in una fase storica e politico sociale, caratterizzata da incertezze, emergenze e sconvolgimenti geopolitici tanto inaspettati quanto imprevedibili e difficilmente arginabili.
Anche per questo il nostro ruolo, al pari delle altre forze sociali, è importante per portare all’attenzione delle istituzioni, delle forze politiche e della società la strategicità dell’agricoltura, affinché vengano intraprese politiche adeguate, e, messe in campo strategie e sostegni appropriati, dall’Europa, dal livello nazionale e regionale, al Comune o altra aggregazione istituzionale territoriale.
Cia dovrà adeguare la piattaforma politica (operazione già avviata con il documento programmatico nazionale) e dovrà riconfigurare il sistema dei servizi per assicurare assistenza, consulenza e supporto a cittadini ed imprese, assicurando competenza, professionalità e diffusione nei territori.
Le sfide per il futuro saranno impegnative, tante le occasioni di confronto: dovremmo essere dinamici implementando le proposte, mettendo in campo determinazione ed efficacia per affermare il ruolo dell’agricoltura, per difendere il reddito agricolo, per dare prospettive ed opportunità a tutte le imprese agricole che per la stragrande maggioranza operano con pochi addetti, mediamente 1,5 unità attive su una superficie di circa 12 ettari. Nonostante questo generano un valore aggiunto significativo, il più alto a livello europeo.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario l’impegno di tutti i soci, di tutti i dipendi ed operatori che assicurano uffici diffusi, competenze e professionalità, il contributo attivo di tutti i dirigenti e di coloro che sono più impegnati nella vita associativa della Confederazione cementando il senso di appartenenza e consolidando l’unità d’intenti.
Dovremo operare con equilibrio, responsabilità e determinazione per contribuire a dare un futuro alle aree interne e rurali, all’agricoltura, alle imprese, ai cittadini.
Anche per questo abbiamo bisogno del vostro contributo, del vostro impegno, del vostro supporto e sostegno, ne va del futuro di tutti noi.
Viva la Cia, viva l’agricoltura


