Protagonisti del giornalismo al tavolo della Cia Toscana: dalla carta stampata all’intelligenza artificiale. Dimensione Agricoltura esempio virtuoso di un giornale di qualità

L’informazione in agricoltura dovrà coniugare gli strumenti tradizionali, dall’analogico al cartaceo, e nuovi strumenti digitali in grado di restare attuale e soddisfare le richieste di informazione di un pubblico giovane e abituato a stili e canali diversi rispetto al passato. Quello che deve restare invariato è la professionalità di chi questa informazione la mette a disposizione, la certezza delle fonti, l’obiettività dei contenuti, la capacità di utilizzare anche le nuove tecnologie a disposizione.

È in estrema sintesi quanto è emerso nell’appuntamento organizzato da Cia Toscana, a Firenze, al Caffè Letterario Le Murate, dal titolo “Raccontare l’agricoltura, gli strumenti a disposizione” – con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana -, in cui si è parlato di attualità dell’informazione in agricoltura, con giornalisti del settore, per un quadro nazionale e toscano del giornalismo che interessa il settore agricolo, in una fase particolare per l’agricoltura, fra eventi internazionali (guerre, Mercosur, dazi), la Pac e la necessità di informare nel modo corretto.

Apertura dei lavori di Valentino Berni, presidente di Cia Toscana: “È quanto mai opportuno interrogarci come organizzazione su come fare informazione, verso gli associati, verso il mondo esterno e verso la politica – ha detto Berni -. Dobbiamo sempre ricordare di fare un’informazione oggettiva e non soggettiva, privilegiando i contenuti”.

Articolato ed approfondito l’intervento introduttivo del direttore Cia Toscana, Giordano Pascucci, che ha ricordato gli strumenti con cui comunica la Cia regionale, dal mensile Dimensione Agricoltura (al 36esimo anno di pubblicazione e 22mila copie di tiratura) al sito internet, social, newsletter. “Non possiamo pensare che tutto si possa risolvere all’interno dei social – ha evidenziato Pascucci -; non basta mettere una frase sul social, dobbiamo avere la forza e la lungimiranza di avere ben chiaro qual è il nostro obiettivo senza venire meno al nostro stile”. In un panorama di informazione dove si parla sempre più di cucina e gastronomia anziché di materia prima: “Si parla di cibo, ma dietro a quel piatto di pasta c’è un cerealicoltore che ha il grano sottopagato”.

E poi è stata di una partecipata e vivace tavola rotonda, moderata dal giornalista Alessandro Maurilli, che ha visto susseguirsi gli interventi e le opinioni di Cristina Giannetti, capo ufficio stampa CREA e direttrice responsabile di “CREAfuturo – Le sfide della ricerca agroalimentare”; Antonio Boschetti, direttore responsabile L’Informatore Agrario; Michele Taddei, vicepresidente Ordine dei Giornalisti della Toscana. In questo contesto, è emerso come Dimensione Agricoltura, rappresenti un esempio virtuoso di qualità, fondamentale per parlare agli associati di età e settori agricoli differenti,

“Parole d’ordine – ha detto Cristina Giannetti, Crea Ricerca – sono contaminazione e ascolto. È necessario farsi capire da tutti, in modo semplice”. Facendo l’esempio delle Tea (Tecniche di evoluzione assistita) “bisogna informare in modo semplice, per far comprendere nel modo giusto di cosa si tratta”.  L’Informatore Agrario è lo storico giornale nato nel 1945 a Verona, che oggi esce in formato cartaceo ed in digitale: “Oggi dobbiamo analizzare i comportamenti, ricordando che nell’agricoltura italiana gli under 40 anni sono solo il 9%, per cui dobbiamo parlare al restante 91% tenendo saldi i principi che ci hanno permesso di arrivare dal ’45 ad oggi. Abbiamo sviluppato la comunicazione web e social, differenziando il livello di approfondimento dei nostri contenuti. Ricordando sempre che quello che diciamo è frutto di analisi e di approfondimenti”.

“Analogico e digitale è una strada a due corsie, non è un bivio – ha sottolineato Michele Taddei, vicepresidente Ordine dei Giornalisti della Toscana -. Se viaggiano insieme non escludono nessuno, portandosi dietro anche le generazioni precedenti. Il giornalista ha ancora un ruolo fondamentale, affidare questo ruolo, decisionale, alla macchina (come l’intelligenza artificiale) sarebbe un errore, significherebbe non controllare e verificare quello che comunichiamo”.

Usando una metafora a metà fra agricoltura e informazione: “Per rimanere sul tema degli strumenti da utilizzare – ha aggiunto Taddei -, bisogna decidere se vogliamo seminare e coltivare i campi degli altri, sapendo che il raccolto lo prendono i padroni, visto che i social sono privati; oppure seminare e coltivare i campi nostri, ovvero i nostri strumenti (newsletter, giornale, sito internet), e prendersi il raccolto”

Incontro che si è concluso con la presentazione del volume L’Italia EMMEravigliosa – La parabola dell’Italia vista con le antenne di un osservatore “agricolo”, raccolta dei corsivi del Cugino Emme, pubblicati da Dimensione Agricoltura dal 2011 al 2023, dialogo con l’autore Marco Failoni intervistato da Lorenzo Benocci, ufficio stampa Cia Toscana, che ha coordinato i lavori. “Traendo linfa dalla lunga esperienza a contatto con gli agricoltori e l’agricoltura – ha evidenziato Failoni -, un settore che ha sempre coltivato di tutto tranne le facili illusioni: piedi per terra e sguardo terra terra, accompagnati tuttavia da una visione olistica (e anche vinistica); capace di governare con equilibrio la complessità, fronteggiando tutti i giorni le leggi della natura e pure i cinghiali”.

Un’iniziativa quella di Cia Toscana, apprezzata dai presenti per un format vivace, diretto ed attuale: “C’è la riconferma – ha concluso il direttore Pascucci – che anche per il futuro, Cia Toscana dovrà rafforzare il suo impegno per una buona informazione e comunicazione, dovrà utilizzare tutti gli strumenti: dal cartaceo, ai social e digitale, continuare a collaborare con esperti e professionisti, diversificare i contenuti adattandoli ai diversi target. Dai soci ai cittadini, ai consumatori, alle istituzioni. Insomma, messaggi chiari, comprensibili ed efficaci. Nel nostro stile e sempre al passo con i tempi”.



Pubblicato su Dimensione Agricoltura n. 3/2026