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Interventi a favore della zootecnia estensiva nelle zone montane

2018-05-08T09:05:22+00:004 Maggio 2018|Opportunità|

di Francesco Sassoli


Con la pubblicazione della circolare di attuazione è stata avviata la procedura per la richiesta di aiuti specifici destinati alla zootecnia estensiva nelle zone montane e, limitatamente ai Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, anche per le zone svantaggiate.

Per rientrare nel regime di sostegno, i beneficiari dovranno dimostrare la presenza in azienda di prati permanenti, di essere detentori di un allevamento zootecnico di bovini, ovini, caprini o equidi iscritto in BDN nel periodo tra il primo gennaio ed il 31 dicembre 2018 ed essere detentori di titoli PAC assegnati nel 2015.

La superficie agricola oggetto dell’aiuto dovrà essere a disposizione dell’azienda al momento della presentazione della domanda, dovrà essere mantenuta in uno stato idoneo al pascolo ed essere sufficiente per garantire un carico di bestiame compreso tra 0.1 e 6 UBA ad ettaro.

Le economie previste per l’attuazione di questa iniziativa, ammontano a 10 milioni di euro e nel caso di superamento del budget, l’aiuto – calcolato come differenza tra il valore medio unitario dei diritti PAC assegnati al richiedente nell’anno 2015 ed il valore unitario medio nazionale – sarà erogato in funzione delle seguenti priorità:

  1. prati permanenti ubicati in zone montane nelle Regioni o Province autonome con superficie montana superiore all’80% del relativo territorio e nelle zone montane e svantaggiate dei Comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017;
  2. prati permanenti ubicati in altri territori montani ad una altitudine superiore a 1000 metri sul livello del mare;
  3. prati permanenti ubicati in territori montani ad una altitudine tra 600 e 1000 metri sul livello del mare.

Il contributo sarà erogato nell’ambito del regime “de minimis” agricolo, pertanto non potrà superare l’importo massimo di 15.000 euro nell’arco degli ultimi tre esercizi finanziari, compreso quello in corso al momento della concessione dell’aiuto stesso. Inoltre sarà verificato anche il non superamento della soglia massima di 200.000 prevista dal “de minimis” non agricolo.

Gli agricoltori interessati dovranno presentare una “pre-domanda” ad Agea attraverso il portare SIAN, entro il 9 giugno. A partire dal giorno seguente la scadenza, saranno rese disponibili le domande di aiuto precompilate (elusivamente per coloro che hanno fatto la pre-domanda), che dovranno essere inoltrate, sempre telematicamente, entro il termine ultimo fissato per il 30 giugno.

Per ulteriori informazioni e per la compilazione delle domande sarà possibile rivolgersi agli uffici territoriali della Cia.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 5/2018

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