Una 18a edizione tutta on line per la Giornata dell’economia della CCIAA

“L’Economia al tempo dell’incertezza: quali prospettive?” è il titolo della 18a Giornata dell’Economia, organizzata il 5 novembre scorso, in diretta live sui canali social dello Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, alla quale hanno partecipato il presidente della CCIAA Riccardo Breda, il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

L’appello del Presidente Breda rivolto alla regione è di guardare a questo territorio, la parte più lenta e meno vivace ha sempre detto l’Irpet, con due aree di crisi complessa, Livorno e Piombino ed una terza non riconosciuta che è Grosseto, per sperimentare nuove forme di rilancio e ristrutturare il sistema infrastrutturale ed economico, provando a ribaltare la situazione attuale.

“Siamo pronti, perché in modo unitario abbiamo già elaborato un piano, un insieme di richieste e di priorità. Tutto quello che c’è da fare è dare il via alla sua realizzazione. La Camera di Commercio è pronta a lavorare per il rilancio di questa parte della Toscana”. Ha aggiunto Breda, inoltre ha ricordato quanto sia importante la sburocratizzazione, per rendere più veloci i processi per le imprese.

I dati sull’economia locale presentati non hanno guardato al 2019, ma hanno esaminato gli indicatori dei primi 7 mesi del 2020, contrassegnati dall’emergenza Covid.

Emerge, che il numero delle imprese registrate resta, a fine settembre, lo stesso dell’anno precedente, andamento che non era scontato in questo particolare anno.

L’agricoltura è in lieve crescita, mentre l’industria ed i servizi fanno segnare una pesante perdita. Le imprese agricole, silvicoltura e pesca, iscritte al Registro Imprese al 31 dicembre 2019 erano 2.636 per la provincia di Livorno, mentre per quella di Grosseto erano 9.203, per un totale di 11.839.

Incertezza sul fronte del reddito e sui consumi pro capite che possono essere ulteriormente compressi.

La tenuta della liquidità aziendale è stata la principale criticità manifestata dagli imprenditori, che prospettano una difficile gestione dei flussi di cassa per mancate entrate, dovute al drastico calo della domanda. Ciò ha comportato pesanti effetti sull’occupazione: chi ha potuto ha fatto ricorso, fra l’altro, alla cassa integrazione o a periodi di ferie “forzate”. Solo nove imprese su cento non hanno subito perdite rilevanti. Tra le poche imprese “resilienti”, prevalgono quelle esportatrici e quelle digitali. (s.p.)


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 12/2020