La conferma durante l’assemblea elettiva che si è svolta a Firenze. Nell’occasione importante focus su medico di famiglia e la riforma territoriale della sanità
Enrico Vacirca è stato confermato presidente della ANP Associazione Nazionale Pensionati della Cia Toscana. L’elezione con voto unanime durante l’ottava assemblea dell’associazione regionale che si è svolta a Firenze.
Vacirca, nato a Prato 70 anni fa, è entrato in Cia-Agricoltori Italiani (allora Costituente Contadina), nel 1977 come vicepresidente di una cooperativa giovanile; dal 1997 si occupa di agricoltura sociale, e ha ricoperto vari incarichi, fra cui quello di segretario di Anp Toscana dal 2011. Dal 2019, succedendo ad Alessandro Del Carlo, guida l’Anp regionale.
Vacirca ha ringraziato l’assemblea di Anp per la fiducia che ha portato alla conferma. “C’è molto da fare, il mio ed il nostro impegno a favore delle fasce della popolazione più in difficoltà – ha detto il presidente Anp, Enrico Vacirca – prosegue con decisione, anche perché i due anni di pandemia hanno creato ancora più fragilità. Mi riferisco a coloro che soffrono condizioni di povertà e di coloro che sono soggetti a disuguaglianze dei servizi di cittadinanza come pensionati e cittadini delle aree interne dove talvolta si registra la carenza di servizi socio-sanitari. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini toscani, senza che il censo, lo stato sociale, la professione o l’ubicazione territoriale non permetta loro di avere adeguati servizi. L’accesso a tecnologie, come il fascicolo sanitario, possono rappresentare strumenti per agevolare il lavoro di medici e specialisti, ma apprendiamo che al loro utilizzo si frappongono problematiche come quelle legate alla tutela della privacy. Lavoreremo per sottoporre l’attenzione della politica le nostre istanze e superare ogni ostacolo tra i servizi e i cittadini”.
L’assemblea elettiva è stata preceduta da una partecipata tavola rotonda dal titolo “Il medico di famiglia e la riforma territoriale della sanità”.
“La sanità territoriale – ha sottolineato Cosimo Righini, segretario Anp Cia Toscana – ha subito una progressiva frammentazione creando un vuoto nella cura della salute dei cittadini delle aree interne. Ciò ha colpito soprattutto i soggetti più fragili tra cui gli anziani e le donne, quest’ultime non solo per ciò che riguarda la carenza di presidi necessari alla gestione della maternità, ma anche in quanto persone normalmente dedicate in famiglia, all’accudimento dei soggetti più deboli. La pandemia che abbiamo passato ci ha insegnato come sia indispensabile una vicinanza dei servizi alle persone anche in una fase dove la digitalizzazione permetta di rendere più accessibili gli stessi”.
Lavori aperti da Marco Niccolai, presidente Commissione aree interne del Consiglio regionale che ha parlato di sanità territoriale. L’intervento dell’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana, Serena Spinelli, che ha ricordato le criticità, le opportunità dal Pnrr a cui “sarà però importante dar seguito”. Daniela Matarrese, dirigente del settore “Organizzazione delle cure e percorsi di cronicità” ha ricordato l’importante lavoro fatto dalla sanità pubblica durante la pandemia senza dimenticare le malattie croniche. Alessio Nastruzzi, della FIMMG Toscana (Federazione italiana dei medici di medicina generale) ha sottolineato l’importanza di favorire, per quanto possibile, le cure nelle abitazioni; mentre Roberta Casini, sindaco di Lucignano (Ar) e responsabile agricoltura Anci Toscana ha evidenziato il ruolo dei servizi socio-sanitari nelle aree interne; quindi Lorenzo Andreoni, presidente Croce Rossa Italiana di Firenze, che ha parlato della gestione dell’emergenza-urgenza, nel periodo della pandemia.
Anp Cia Toscana – Comunicato stampa


