In presenza dei requisiti sanitari e reddituali, gli ultra sessantenni invalidi civili totali hanno diritto all’incremento al milione anche per i periodi antecedenti il 20 luglio 2020. Questa la conclusione a cui si giunge in conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso anno, con la quale è stato sancito il principio per cui il diritto all’incremento al milione spetta anche agli invalidi civili totali di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Questi ultimi soggetti hanno visto incrementare l’importo della pensione di invalidità, da 286euro/mese, fino ad un massimo di 651euro/mese, in funzione dei redditi posseduti. La maggiorazione è stata riconosciuta anche ai ciechi civili assoluti, ai sordomuti ed ai titolari di pensione di inabilità al lavoro.

I soggetti presi in esame dalla Corte Costituzionale, non possono ottenere gli arretrati per i periodi anteriori al 20 luglio 2020, ovvero, dalla data in cui il legislatore ha recepito la sentenza in commento. Chi avrebbe già avuto diritto alla maggiorazione però, ovvero gli invalidi totali, ciechi civili assoluti, sordomuti titolari di pensione o titolari di pensione di inabilità al lavoro, che al 20 luglio 2020 avevano già compiuto i 60 anni di età, hanno invece diritto all’erogazione degli arretrati fino a cinque anni precedenti il riconoscimento del diritto stesso.

Questi soggetti, se rispettavo i requisiti reddituali previsti, avrebbero già dovuto ricevere dall’Inps la maggiorazione in commento al compimento del 60° anno di età, senza alcuna necessità di richiesta espressa. Se l’Istituto non ha già provveduto, è necessario che l’interessato presenti una richiesta espressa, in occasione del quale lo stesso soggetto dovrà richiedere l’erogazione degli arretrati, nel limite della prescrizione di cinque anni.

Richiamiamo l’attenzione del lettore in particolare a quest’ultima parte: gli arretrati in questione rientrano nella categoria dei “diritti inespressi”, ovvero, diritti che se non espressamente richiesti dall’interessato non vengono liquidati dall’Inps e che si prescrivono nel limite di cinque anni.

Per avere diritto alla maggiorazione, l’interessato deve rispettare le seguenti condizioni: 1) età anagrafica superiore ad anni 60 alla data del 20 luglio 2020; 2) titolarità di una pensione di invalidità civile totale (legge 118/71), pensione per ciechi civili assoluti o per sordomuti, pensione di inabilità al lavoro (legge 222/84); 3) requisiti reddituali: a) se non coniugato: limite di reddito personale di € 8.469,63; b) se coniugato: limite di reddito coniugale di € 14.447,42 e limite di reddito personale di cui al punto precedente.

Nel calcolo devono essere considerati tutti i redditi, anche gli esenti Irpef, con la sola esclusione dell’indennità di accompagnamento. (c.t.)


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Tratto da Dimensione Agricoltura n. 4/2021