Fino al 31 dicembre 2022 resta invariato l’indice di “aspettativa di vita”

Il tema ”pensioni” è sempre attuale. Non appena usciremo dall’emergenza sanitaria, tornerà alla ribalta con le sue problematiche, le sue articolate (!) ed a volte assurde regole. Ed allora riprendiamo l’argomento, certi che per il lettore non ancora in pensione, potrà essere gradito.

Fino al 31 dicembre 2022 resta invariato l’indice “aspettativa di vita”, per cui nei prossimi due anni sia gli uomini che le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi. Invariato anche lo sconto di 5 mesi sull’età pensionabile per gli addetti ai lavori gravosi, per i quali viene confermata la possibilità di pensionamento a 66 anni e 7 mesi di età, con almeno 30 anni di contributi.

Anche per la pensione di vecchiaia “contributiva”, ordinariamente richiedibili da chi ha versato il primo contributo successivamente al 1995, vengono confermati i criteri di pensionamento con almeno 5 anni di contributi ed un’età minima di 71 anni.

Per la pensione anticipata rimangono invariati i requisiti fino a tutto il 2026, così come l’attesa dei tre mesi di “finestra di uscita” successiva alla maturazione dei requisiti contributivi. Il limite minimo di questi ultimi rimane fermo a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne, mentre per i lavoratori precoci il limite minimo è di 41 anni a prescindere se uomo o donna.

La pensione anticipata in versione “contributiva”, che come sopra ricordato interessa i lavoratori che hanno il primo contributo accreditato dopo il 1995, potrà essere ottenuta con 20 anni di contributi ed almeno 64 anni di età, a condizione però, che l’importo mensile non sia inferiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale, traguardo quest’ultimo, non facile da raggiungere.

La famosa pensione in Quota100 dovrebbe vedere la sua fine allo scadere del 2021. Fino a quel momento, salvo proroghe, possono beneficiarne i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per questa pensione è prevista una “finestra di uscita” di tre mesi per il settore privato e di sei mesi per il settore pubblico.

Particolare interesse ha riscosso negli ultimi mesi la pensione in totalizzazione, che spesso è l’unica alternativa per chi ha contributi accreditati in diverse gestioni previdenziali.

Fino a tutto il 2022, per ottenere la pensione di vecchiaia in totalizzazione, l’interessato dovrà avere almeno 66 anni di età e 20 anni di contributi ed attendere 18 mesi per effetto della “finestra di uscita”. La pensione anticipata potrà essere richiesta con 41 anni di contributi ma con un’attesa di 21 mesi. (c.t.)