Le modalità di determinazione dell’anzianità contributiva per la liquidazione della pensione in regime di cumulo e totalizzazione in presenza di contribuzione agricola, sono state oggetto di un recentissimo pronunciamento dell’Inps.

La prima parte dei chiarimenti forniti dall’Istituto, riguarda i criteri di determinazione dell’anzianità contributiva applicabili per la liquidazione della pensione di vecchiaia, anticipata, inabilità e superstiti in cumulo, se il lavoratore ha accreditati periodi di contribuzione agricola quale lavoratore dipendente. In linea generale, al fine di ottenere la pensione, i lavoratori possono sommare (cumulo o totalizzazione), tutti i contributi accreditati nelle diverse gestioni previdenziali obbligatorie, purché non coincidenti temporalmente.

L’intervento dell’Inps si è reso necessario al fine di rispondere ad un quesito. All’Istituto è stato chiesto come si deve procedere nel caso in cui il lavoratore con accreditati contributi da lavoratore dipendente agricolo, ha anche dei periodi accreditati quale artigiano, commerciante o coltivatore diretto, oltre che in altre gestioni per le quali è prevista la possibilità di ricorrere al cumulo o alla totalizzazione.

In particolare, all’Istituto è stato chiesto se il cumulo o la totalizzazione possono consentire la rivalutazione dei periodi di contribuzione agricola anteriori al 1984, di regola preclusa in caso di cumulo contributivo tra il Fondo dei lavoratori dipendenti e le gestioni autonome.

La rivalutazione in commento consente di moltiplicare per il coefficiente 2,6 per gli uomini e 3,86 per le donne ed i ragazzi, i contributi agricoli versati o accreditati in anni antecedenti il 1984, se inferiori a 270 giornate per anno.

Con la rivalutazione l’interessato può arrivare alla copertura annuale minima per il diritto alla pensione.
Secondo l’Inps, la rivalutazione non può essere effettuata, così come non si può trasferire l’eccedenza della contribuzione agricola annua superiore alle 270 giornate, ad uno o più anni successivi con accreditati almeno 30 contributi giornalieri effettivi.

L’Istituto interviene poi per determinare il sistema di trasformazione in settimane, dei contributi giornalieri accreditati quale dipendente agricolo a tempo determinato: 0,33 è il coefficiente per gli uomini, 0,5 per le donne ed i ragazzi. Se si tratta di un operaio agricolo a tempo indeterminato e per il periodo fino al 31 luglio 1968, il coefficiente da utilizzare è 0,173; per i periodi successivi alla predetta data, è 0,166.