Non siamo in presenza, come per gli anni precedenti, di una proroga sic et simpliciter ma di una riscrittura dei requisiti e delle condizioni, che vincolano l’accesso a determinate condizioni soggettive.

Nello specifico si prevede possa accedere chi si trova in una delle seguenti condizioni:

  • a) assiste al momento della richiesta di pensione da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente affetto da handicap in situazione di gravità, ex art. 3 comma 3 della Legge 104/92, oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbia un’età di almeno 70 anni o siano anche loro affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • b) è riconosciuta invalida civile almeno al 74% o superiore;
  • c) è lavoratrice licenziata o dipendente da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione delle crisi aziendali presso la struttura per le crisi d’impresa.

Unica nota positiva è l’equiparazione, ancorché in aumento, del requisito anagrafico che viene portato sia per le lavoratrici dipendenti che per le autonome a 60 anni di età (ridotto a 59 anni in presenza di un figlio e a 58 anni in presenza di due o più figli), sempre in presenza di almeno 35 anni di contributi.

Resta confermata la cosiddetta finestra mobile, ovvero il tempo che deve passare dal raggiungimento dei requisiti e la prima data utile per la decorrenza, di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome, così come è confermata l’impossibilità di utilizzare il cumulo per perfezionare il requisito contributivo richiesto di 35 anni.


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