I contributi versati nella Gestione Separata possono essere ricongiunti presso le altre gestioni previdenziali pubbliche o private. Il Ministero del Lavoro spiega che l’operazione, sino ad oggi preclusa, si aggiunge agli altri istituti del cumulo, alla totalizzazione e al computo nella gestione separata.

La giurisprudenza aveva riconosciuto dal 2019 ai professionisti la possibilità di ricongiungere i contributi non riscontrando alcuna disposizione che ne vietasse l’applicazione, mentre l’Inps non l’aveva mai consentita per l’impossibilità di trasferire contributi anteriori al 1996. Nella Gestione Separata il calcolo della pensione è interamente contributivo, a differenza delle altre casse pubbliche o private, che conservano ancora una quota retributiva.

Sarà possibile ricongiungere i contributi:  verso la Gestione separata INPS da altre gestioni previdenziali; dalla Gestione separata INPS verso altre gestioni, comprese le Casse professionali.

In attesa di chiarimenti da parte dell’Inps si può intuire che la facoltà coinvolgerà sia i professionisti con partita IVA sia i collaboratori coordinati e continuativi. I periodi assicurativi anteriori al 1996 se accentrati nella Gestione Separata saranno calcolati con il sistema contributivo analogamente al computo nella gestione separata.

I contributi nella Gestione Separata possono già essere valorizzati gratuitamente con il cumulo, con la totalizzazione o con il computo. I contributi rimasti possono dare luogo ad una pensione supplementare all’età di vecchiaia. La ricongiunzione, invece, comporta costi e risulta vantaggiosa solo in alcuni casi da verificare in modo specifico.

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Tratto da Dimensione Agricoltura n. 12/2025