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Prezzo latte ovino. Siglato il protocollo di filiera con Regione Toscana

2019-02-13T16:21:48+00:0013 Febbraio 2019|Comunicati stampa 2019, Primo piano|

La firma con il presidente Rossi e l’assessore Remaschi. Il presidente Cia Toscana Luca Brunelli: «Necessario garantire l’impegno dei trasformatori a ritirare tutta la produzione toscana ed a non abbassare il prezzo di acquisto del latte rispetto al 2018»

È stato siglato questa mattina a Firenze il protocollo di filiera del latte fra la Regione e le associazioni agricole e di prodotto, per ‘governare’ il prezzo del latte fra la produzione ed il mondo allevatoriale, e quello della trasformazione. La firma è avvenuta nella sede della Regione in Piazza Duomo, con il presidente Enrico Rossi, l’assessore Marco Remaschi, con Luca Brunelli presidente di Cia Toscana e le associazioni di categoria, il Consorzio del Pecorino Toscano, il Consorzio delle Balze Volterrane, Legacoop e Confcooperative.

«Un accordo positivo per il comparto ovino nella nostra regione. Per quanto concerne il protocollo che abbiamo sottoscritto – sottolinea Luca Brunelli presidente Cia Toscana – è necessario garantire l’impegno dei trasformatori a ritirare tutta la produzione toscana ed a non abbassare il prezzo di acquisto del latte rispetto al 2018. Sviluppare quindi la progettualità di filiera per remunerare adeguatamente il latte alla stalla e per valorizzare l’intera produzione casearia derivante con latte toscano (anche i formaggi freschi). Inoltre – aggiunge Brunelli – implementare il disciplinare di produzione del Pecorino Dop Toscano ricomprendendo anche i formaggi non stagionati».

La Cia Toscana è solidale con la protesta dei pastori sardi, e teme, come già avvenuto in passato, ripercussioni sul comporto ovino in Toscana. E’ urgente per questo la costituzione del tavolo di filiera e immediata convocazione affinché vengano coordinati gli interventi delle Regioni ed individuati quelli da adottare dal Ministero e Governo. Preoccupazione e vicinanza per la crisi del prezzo del latte in Sardegna. Le aziende agropastorali sono il pilastro dell’agricoltura sarda, ma i pastori non possono continuare a produrre senza reddito adeguato: così si mette a rischio l’economia di tutta la regione. I prezzi pagati ai produttori (50-60 centesimi al litro) rischiano di creare forti disinvestimenti sul territorio e causare l’abbandono degli allevamenti in molte zone rurali, con rilevanti danni, anche al tessuto sociale.

È necessario che il confronto negoziale sia aperto a tutti i soggetti interessati per arrivare a interventi immediati di ristoro per gli allevatori e, soprattutto, a un piano di settore che preveda misure condivise per migliorare le condizioni di produzione, con una nuova articolazione e differenziazione degli sbocchi di mercato. «Forte preoccupazione delle ripercussioni che la situazione potrà avere nelle altre due regioni italiane, Toscana e Lazio, dove la zootecnia ovicaprina è uno dei settori trainanti dell’economia locale. In questo momento – conclude Brunelli – è necessario agire con serietà e concretezza per individuare soluzioni efficaci, avviando un confronto sulle strategie di lungo periodo per il comparto lattiero-caseario».

Cia Toscana – Comunicato stampa 7/2019

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di Dimensione Agricoltura

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