Resta il fiore più venduto e il più regalato per le feste di fine anno. Vendite stabili per le stelle di Natale, rispetto al 2021, ma il forte aumento dei costi di produzione incide, e non poco, sulle aziende florovivaistiche della provincia di Pistoia.

A fronte di un lieve aumento del prezzo di vendita (circa il 10% per le stelle di Natale), i costi di produzione sono aumentati del 40%, considerando l’elettricità raddoppiata, il gasolio agricolo che nel 2021 costava 0,90 euro e nel 2022 1,40 euro; oltre a terriccio e concimi anch’essi aumentati. È l’analisi della Cia Agricoltori Italiani della Toscana Centro alla vigilia del Natale, periodo dell’anno fondamentale per il mercato florovivaistico toscano.

«Anche per le stelle di Natale e per i ciclamini – sottolinea il presidente di Cia Toscana Centro, Sandro Orlandini –, così come per il resto dell’agricoltura, i costi di produzione sono schizzati in alto, basti pensare al gasolio agricolo per riscaldare le serre che è aumentato almeno del 40 per cento rispetto allo scorso anno. I nostri floricoltori continuano a produrre ed a garantire la qualità sul mercato toscano, nazionale e all’estero».

Il trend di vendite sembra essere in linea con il 2021, secondo i produttori di Cia Toscana Centro, per un mercato che risultato essere iniziato in anticipo rispetto al passato e che vede il momento clou intorno al ponte dell’8 dicembre. «Per quanto ci riguarda – commenta Claudio Giuntoli, dell’azienda agricola Giuntoli Gessica di Pescia – il mercato natalizio resta positivo, il fiore di qualità è sempre molto richiesto, sia per la vendita diretta sia per i garden e negozi in tutta la Toscana. Per le prossime produzioni di primavera, noi come altri produttori, dovremmo ripensare ai costi e alle quantità, visto che la tendenza dei costi di produzioni resta in costante aumento».