Fermo disappunto anche rispetto alle dichiarazioni di Lamberto Frescobaldi. Rispettare le aziende del settore


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Il no dei colossi al biologico è retaggio d’altri tempi. Affermare che l’agricoltura bio affami il mondo è falso, totalmente confutabile, fuorviante, come già ampiamente dimostrato da anni e da studi rigorosi. Anabio, l’Associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani contesta così le dichiarazioni, degli ultimi giorni, contro il settore del bio, rilasciate dal Ceo di Syngenta, Erik Fyrwald, ma anche da Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv, ma secondo l’Associazione a titolo personale.

Anabio-Cia torna, dunque, sui termini dell’attacco al comparto del biologico. Il Ceo di Syngenta, multinazionale svizzero-cinese che produce agro farmaci, avrebbe affermato che “il bio è la causa della fame nel mondo”, mentre Lamberto Frescobaldi, che la viticoltura biologica “non è sostenibile”. Al signor Frescobaldi, dice Anabio-Cia, chiediamo se ha contezza di quante aziende vitivinicole siano passate al biologico negli ultimi anni e con quali risultati. A Syngenta, non vale la pena contestare le loro affermazioni. Saranno invidiosi di Bayer Monsanto e del fatto che questa si troverà a pagare miliardi di dollari per la causa sulla cancerogenicità del Glifosate Round UP. Perfino il Presidente Biden -sottolinea l’Associazione- appoggia gli agricoltori statunitensi.

Per Anabio-Cia, quelle di Frescobaldi e di Fyrwald (Syngenta) sono solo che le più recenti alzate di scudi contro l’agricoltura bio. Ormai, un attacco continuo a chi svolge l’attività agricola con metodo biologico, ma anche, precisa Anabio-Cia, posizioni che vanno in direzione, decisamente, ostinata e contraria a tutte le strategie Ue e ai programmi nazionali sulla politica agricola, in via di definizione.

Infine, commenta Anabio-Cia, cosa li unisca nel loro no al biologico non è dato saperlo, ma è abbastanza chiaro il risultato: aggravare l’inquinamento di suolo e falde, aumentare i loro profitti a scapito dei cittadini e dell’ambiente. Anabio-Cia continuerà nella sua opera di divulgazione del metodo biologico, chiedendo però, con umiltà, rispetto per tutte le aziende agricole che con dedizione e impegno adottano le pratiche agro-ecologiche.

L’Italia è, oggi, leader del settore biologico in Ue con 80.000 operatori e oltre 2 milioni di ettari coltivati. Il carrello della spesa bio degli italiani ha superato nel 2021 i 4,5 miliardi e il biologico vale il 6% delle esportazioni agroalimentari tricolori, regalando al Paese il secondo posto nella classifica mondiale dell’export di prodotti bio, subito dopo gli Stati Uniti.


Fonte: Cia nazionale