Dal primo luglio scorso, l’Inps riconosce la riduzione del cuneo fiscale in favore dei titolari delle stesse prestazioni che hanno beneficiato del più noto “bonus Renzi”: integrazioni salariali, trattamenti di disoccupazione indennizzata, indennità di malattia e maternità, congedi parentali ma non le pensioni.

In sostituzione del bonus di € 80 concesso dal Governo Renzi a favore dei percettori di redditi di lavoro dipendente e assimilati di importo non superiore a € 28mila, il Governo ha disposto un trattamento integrativo del reddito di € 100/mese: € 600 complessivi per il 2020, € 1.200 dal 2021.

In aggiunta a questo è stata introdotta una temporanea detrazione dall’imposta lorda, pari a € 600 per gli stessi soggetti di cui sopra, che decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento del reddito di € 40mila. Entrambi i benefici sono riconosciuti automaticamente dal datore di lavoro/sostituto d’imposta.

L’ulteriore detrazione è condizionata alla presenza di un’imposta lorda residuale, conseguente alle ordinarie detrazioni spettanti per lavoro dipendente e assimilati (€ 8.174 lordi/anno).

L’Inps quindi, interverrà ad applicare quanto sopra riportato per:

  • a) trattamenti di integrazione salariale (CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA, assegni di solidarietà settoriali);
  • b) trattamenti di disoccupazione (Naspi, Dis-coll, mobilità in deroga, disoccupazione agricola, assegni emergenziali, assegni integrativi della Naspi);
  • c) prestazioni di maternità (indennità di maternità per le lavoratrici dipendenti, indennità di congedo parentale, congedo straordinario, permessi mensili per assistere i disabili);
  • d) indennità di malattia;
  • e) assegno di ricollocazione per i titolari di CIGS.

Restano escluse le prestazioni a sostegno del reddito soggette a tassazione separata, quali ad esempio, il TFR erogato dal Fondo di Garanzia; il pagamento anticipato dell’indennità di NASpI; le indennità economiche che non costituiscono sostituzione del reddito da lavoro dipendente, quali l’indennità di maternità per le autonome e l’indennità di malattia e di maternità per gli iscritti alla gestione separata titolari di partita IVA; tutte le prestazioni a sostegno del reddito esenti dal prelievo fiscale, quali il reddito di cittadinanza, gli assegni familiari, l’assegno di maternità erogato dai comuni, le indennità covid-19, bonus bebè, ecc.

Escluse anche le prestazioni pensionistiche, con l’unica eccezione dell’Ape sociale, che seppure accumunata alla “pensione”, pensione non è.