Il presidente Cia Toscana Brunelli, dopo le deleghe assegnate dal governatore Giani: «Emergenza ungulati, burocrazia e sostegno al reddito alle aziende agricole colpite da crisi Covid»

Operatività e tempi rapidi per risolvere i problemi più urgenti dell’agricoltura toscana, dall’emergenza ungulati, all’eccessiva burocrazia, al reddito della aziende agricole aggravato dalla crisi Covid. Per questo oltre a rinnovare gli auguri di buon lavoro e le congratulazioni alla nuova giunta guidata da Giani, al neo assessore all’agroalimentare Saccardi, così come al consiglio regionale, sottolineiamo la disponibilità al confronto e alla concertazione della Cia Toscana.

C’è bisogno di tavoli di confronto, di un dialogo costante e propositivo con il mondo associativo e con chi è in prima linea in un settore come l’agricoltura, che vale molto di più del semplice dato del Pil della Toscana, se pensiamo al paesaggio e ai prodotti agroalimentari della Toscana un vero motore per tutta l’economia turistica; alla tutela ambientale grazie alla presenza degli agricoltori nelle aree rurali, fondamentale per la salvaguardia del territorio e per prevenire il dissesto idrogeologico; senza dimenticare il ruolo sociale e dei servizi nelle aree cosiddette periferiche».

È quanto sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani della Toscana, al termine della presentazione della squadra di governo da parte del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Giunta che ha visto la delega di assessore all’agricoltura a Stefania Saccardi, che nella passata legislatura aveva guidato l’assessorato alla sanità.

La nuova Giunta regionale, presieduta da Eugenio Giani, è composta quindi da quattro uomini e quattro donne. Si tratta di Stefania Saccardi (agroalimentare, caccia, pesca e aree interne e vicepresidenza della giunta), Stefano Ciuoffo (semplificazione, informatica, sicurezza, e immigrazione), Leonardo Marras (attività produttive, economia, credito, turismo, e lavoro), Stefano Baccelli (infrastrutture, trasporti e governo del territorio), Simone Bezzini (sanità e salute), Monia Monni (ambiente, economia circolare, e Protezione civile) e Alessandra Nardini (istruzione, università, ricerca, politiche di genere, e formazione), Serena Spinelli (sociale, edilizia residenziale pubblica e cooperazione internazionale).

Come la Cia ha riportato nel documento “La Toscana che vogliamo”, è arrivato il momento di un maggiore spazio per l’impresa, di tutela per il territorio, dove l’agricoltura sia in primo piano, quindi l’ambiente, la qualità e la competitività delle produzioni regionali siano una priorità, dove non manchino le pari opportunità.

La Legislatura che inizia a lavorare da oggi deve avere fra i propri obiettivi prioritari un piano strategico per la semplificazione, ricorda la Cia Toscana. Senza un profondo riordino del quadro normativo, della governance e della macchina amministrativa, nessun programma di rilancio economico potrà avere successo.

È necessario un intervento urgente per superare le principali emergenze amministrative. Intervenire sui ritardi nella gestione del PSR, una situazione non più sostenibile nonostante gli obiettivi e gli impegni assunti da parte della Regione Toscana; le attività di molte amministrazioni locali sono altrettanto preoccupanti relativamente alle istanze presentate in materia urbanistica (permessi a costruire, Piani di miglioramento); la gestione delle concessioni legate all’utilizzo delle acque ed al demanio idrico rappresenta un altro campo nel quale si rende necessario un intervento urgente che riduca i tempi di definizione delle istanze.

Inoltre dopo anni di tagli serve un’amministrazione efficiente che dia risposte ai cittadini ed alle imprese. Bisogna rivedere profondamente la governance del sistema toscano. Da un lato permangono separatezze e discrasie intollerabili tra i diversi ambiti amministrativi regionali (es. agricoltura, sanità, ambiente, urbanistica) che troppo spesso danno luogo a risposte contraddittorie ed a lungaggini rispetto alle necessità delle imprese. Dall’altro lato si registrano disfunzioni spesso rilevanti nella filiera decisionale ed operativa all’interno dello stesso ambito, come ad esempio in agricoltura, con scarso coordinamento tra livello decisionale politico e livello amministrativo, con mancanza di coordinamento ed omogeneità tra livello regionale e territoriale, con il moltiplicarsi di interpretazioni divergenti tra territori diversi, ritardi procedurali dovuti in taluni casi alla necessità di dirimere questi contrasti.

Secondo la Cia sarà fondamentale revisionare il quadro normativo e procedurale: siamo in presenza di un quadro normativo nazionale e regionale nel quale adempimenti, scadenze e procedure si moltiplicano in modo esponenziale applicandosi in eguale misura al grande gruppo industriale come alla micro-impresa agricola. Ciascun aspetto della vita imprenditoriale, da quelli sanitari a quelli ambientali, dalla disciplina del lavoro all’urbanistica, da quelli fiscali fino a quelli più specifici legati all’agricoltura, sono soggetti ad obblighi, procedure di controllo e sanzioni che diventano oggettivamente insostenibili per le imprese piccole e medie, prevalentemente a gestione familiare, che operano nel settore agricolo. Tale riordino è prioritario e deve puntare a ridurre e razionalizzare gli oneri burocratici in relazione del grado di priorità degli adempimenti ed alla proporzionalità riferita alle dimensioni economiche delle imprese.

Infine avvicinare i cittadini e le imprese all’amministrazione: aumentare la capacità di dialogo tra cittadini, imprese ed amministrazione è sicuramente il modo più efficace per attuare la semplificazione. Questa strada va percorsa sulla base di due pilastri tra loro complementari ed essenziali: lo sviluppo della digitalizzazione delle procedure e la valorizzazione della sussidiarietà privata che va adeguatamente riconosciuta anche sul piano economico.

Cia Toscana – Comunicato stampa