La lotta biologica al cinipide mostra i primi successi

di Alessandra Alberti


20151116_ciatoscana_castagne_ricciDopo anni di “carestia”, dovuta all’attacco diffuso del Cinipide del castagno, finalmente quest’anno sono tornate le castagne nei nostri boschi a dimostrazione che la lotta biologica messa in atto contro il parassita, sta funzionando e ha dato i suoi frutti.

Progetti e Innovazione

Il castagno in Toscana è una coltura estremamente importante, come riportato da Guidotti-Pennacchio in una nota tecnica pubblicata nel sito del Servizio Fitosanitario Regionale, secondo i dati dell’Inventario Forestale della Toscana (IFT, 1998) il castagno (Castanea sativa) rappresenta, la specie prevalente su oltre 179.000 ha di superficie forestale, di cui 32.000 ha classificati come castagneti da frutto. Sempre con riferimento ai dati IFT, 15.000 ha di castagneti da frutto risultano in coltivazione, con produzioni certificate su circa 4.300 ha (Marrone del Mugello IGP, Farina di Neccio della Garfagnana DOP, Castagna del Monte Amiata IGP, Marrone di Caprese Michelangelo DOP), il cui valore medio annuo di produzione (dati 1999-2007 prima dell’arrivo del cinipide) era di poco superiore ai 4,6 milioni di Euro.

Un patrimonio di grande valore messo in pericolo dall’introduzione nel nostro territorio, di un parassita estremamente pericoloso (il Cinipide Galligeno o vespa cinese) che negli ultimi anni aveva invaso i nostri castagneti azzerando in alcuni casi la produzione.

La strategia di difesa messa in atto nella nostra regione è stata ed è la lotta biologica basata sulla introduzione dell’insetto Torymus sinensis Kamijo, originario della zona di provenienza del patogeno (Cina); in Toscana i primi rilasci del Torymus risalgono al 2010. Già nel triennio 2010/2012 furono effettuati 75 rilasci dell’insetto utile, con il finanziamento della Regione.

A tali interventi seguirono, nel 2013, altri 382 rilasci, alcuni dei quali finanziati anche dal Ministero delle politiche agricole. Gli interventi mostrarono una buona acclimatazione dell’insetto utile, Così nel 2013 alcuni enti territoriali cominciarono a partecipare al programma regionale, collaborando al rilascio dell’insetto utile e acquistando in proprio adulti di Torymus sinensis da distribuire nelle loro realtà.

Anche nel 2014 il numero dei rilasci fu imponente: complessivamente ci furono più di 600 lanci. Già a fine della scorsa primavera, gli esperti avevano notato che l’attività dell’antagonista naturale Torymus sinesis era stata più intensa (soprattutto in alcune zone come il Pratomagno) dove si raggiungeva una parassitizzazione compresa tra il 45 e il 95 %. In alcune zone inoltre, (ad esempio la Garfagnana) anche l’andamento meteorologico favorevole degli ultimi anni faceva presagire una buona ripresa vegetativa. Questi i primi segnali, di una svolta finalmente avviata.

Oggi i risultati possono essere notati anche da occhi non particolarmente esperti: si sono riviste le foglie dei castagni, poche galle e anche di dimensioni inferiori rispetto agli scorsi anni, i danni sulle piante sempre più contenuti. La fioritura è stata abbondante e anche l’allegagione e i risultati produttivi, in questo primo anno di ripresa si possono definire soddisfacenti, sperando naturalmente in anni successivi con un crollo della presenza delle galle e forte riduzione dei livelli di infestazione e con un significativo incremento dei livelli di parassitizzazione da parte del Torymus.

Riprendendo le conclusioni della nota tecnica sopra citata di Guidotti/Pennacchio, possiamo affermare che l’imponente progetto di lotta biologica messo in atto in toscana, con i mille rilasci, ha determinato l’acclimatazione dell’insetto utile Torymus sinensis e la riduzione del danno in un numero minore di anni rispetto a quanto non sia avvenuto in altre regioni, il 2015 ne è l’esempio e nei prossimi anni in un numero crescente di castagneti sarà difficile ritrovare le galle (e il danno) del cinipide; alla riduzione del danno hanno partecipato in misura crescente anche gli antagonisti naturali autoctoni già presenti nel castagneto prima del rilascio di Torymus sinesis; Nel 2015 alcuni soggetti pubblici e privati hanno provveduto ad effettuare nuovi rilasci sul proprio territorio utilizzando materiale biologico raccolto e selezionato nei Centri di Moltiplicazione e Stoccaggio toscani individuando porzioni di territorio dove ancora non si riscontrava l’acclimatazione del Torymus sinesis.

Rimangono ormai pochissimi i siti dove non si sia effettuato almeno un rilascio e il 2016 potrebbe essere davvero l’ultimo anno per tali iniziative. Se gli antagonisti naturali (indigeni e non) hanno determinato la riduzione del danno, l’andamento meteorologico del 2015 ha favorito il castagno in tutte le sue fasi fenologiche (dalla fioritura- allegagione alla maturazione dei frutti nei ricci). La lotta biologica ha funzionato anche perché i produttori hanno avuto la pazienza di aspettare e di seguire con attenzione i consigli e le indicazioni operative dettate dagli esperti del settore.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 10/2015