In Regione parte l’era Eugenio Giani. Nel documento “La Toscana che vogliamo” sono presenti le priorità per i prossimi cinque anni

Una Toscana che sia valorizzata integralmente da nord a sud, una regione fatta di territori diversi fra loro ma che devono avere possibilità di sviluppo, con le stesse opportunità, aree rurali comprese. Bene ha fatto il neo presidente Eugenio Giani a parlare di “Toscana unita”, di un unico territorio – seppure con le tante peculiarità – e così dovrà essere, se veramente ci sarà la volontà di valorizzare e tutelare le aree rurali e gli agricoltori toscani. A sottolinearlo è Cia Agricoltori Italiani della Toscana in occasione dell’insediamento a presidente della Regione Toscana di Eugenio Giani, in seguito alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre scorsi.

«Ribadiamo a Giani le congratulazioni per l’elezione a presidente della Regione – sottolinea il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – e gli auguri di buon lavoro, a lui, alla sua prossima giunta e a tutti i consiglieri regionali eletti. Ci aspettano anni senz’altro non facili, anni in cui ci sarà bisogno di politiche decise e condivise, per superare questa difficile crisi causata dall’emergenza sanitaria Covid-19 che va ad aggravare anche le criticità che erano già presenti in Toscana da molti anni e che interessano da vicino la nostra agricoltura. Le nostre idee e le nostre priorità le abbiamo già indicate a Giani nelle scorse settimane e sono contenute nel documento regionale “La Toscana che vogliamo”.

Sappiamo che sui grandi temi abbiamo punti di vista condivisi e convergenti, starà a lui e alla nuova giunta trovare le soluzioni, dalla burocrazia all’emergenza ungulati e selvatici, ma anche banda larga e infrastrutture e servizi fra cui quelli sanitari. Ora per la Toscana è arrivato il momento di un maggiore spazio per l’impresa, dove l’agricoltura sia in primo piano, dove la qualità e la competitività delle produzioni regionali siano una priorità, dove non manchino le pari opportunità per le persone e per i territori. Servono investimenti e infrastrutture, serve far ripartire il lavoro e il reddito delle aziende».

Secondo la Cia Toscana, la nuova giunta guidata da Giani, oltre a sviluppare politiche attive e dedicate ai singoli settori produttivi, dovrà anche affrontare la crescita ed il rilancio dell’economia regionale con una visione organica, dove interventi sinergici possano interessare più settori, sviluppando e rafforzando le filiere locali e regionali ma anche i distretti socio-economici, affinché crescano complessivamente la Toscana e la sua economia. «Valorizzando e puntando sull’agricoltura – spiega Brunelli -, si valorizzano l’agroalimentare e le produzioni di qualità toscane, si darebbe un impulso ulteriore all’export, contribuendo a far crescere il turismo, il commercio e la ristorazione; ma anche l’artigianato ed i servizi. Insomma, un vero e proprio modello di economia circolare che veda al centro e protagonista l’agricoltura, e che possa dare uno sviluppo economico e sociale, solido e duraturo, per l’intera Toscana».

La Cia Toscana garantisce servizi a 250mila persone, rappresenta oltre 20mila aziende con 100mila associati e 400 dipendenti. «Come Cia Toscana siamo sempre disponibili, e lo siamo sempre stati, al dialogo, al confronto e alla concertazione, conosciamo i territori e possiamo dare un contributo fondamentale per la Toscana del futuro, per la Toscana che vogliamo, dove i territori rurali non devono rimanere indietro».

La Toscana – sottolinea la Cia – dispone di un grande patrimonio territoriale, sociale, culturale e produttivo, a partire dal quale può costruire il proprio futuro. Per fare questo occorrono uno sforzo di rilancio e sostegno alla competitività del sistema imprenditoriale, una nuova stagione di investimenti pubblici e privati, che aiutino la Toscana ad affrontare la sfida della globalizzazione. La Toscana, inoltre, aggiunge la Cia deve affrontare con determinazione alcuni nodi decisivi per lo sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura per vincere le nuove sfide della competitività. Infine dovrà intraprendere scelte chiare finalizzate a sostenere il tessuto economico e sociale regionale, eliminando lentezze, ostacoli e barriere, garantendo univocità di interpretazione e dei tempi di istruttoria da parte della Pubblica Amministrazione; promuovendo a tutti i livelli una concreta e tangibile semplificazione dei percorsi decisionali e di attuazione delle normative e delle politiche regionali.

Cia Toscana – Comunicato stampa