L’agricoltura provinciale non può essere lasciata sola. Accompagnare le imprese agricole maremmane in questo complicato momento storico senza tuttavia aggiungere nuovi tecnicismi burocratici e nuove imposte
È stato questo l’obiettivo degli incontri che si sono svolti a Grosseto con il consigliere Luca Minucci prima e Lidia Bai dopo, durante i quali il presidente Edoardo Donato e la direttrice Sabrina Rossi hanno illustrato le valutazioni in merito al Pacchetto Agricoltura della Regione Toscana. Filo conduttore del confronto è stata la consapevolezza, più volte ribadita, che in Maremma l’agricoltura non rappresenta solo uno dei più importanti settori produttivi, ma svolge un ruolo fondamentale anche nella tutela dell’ambiente e della tradizione socio-culturale.
Anche se Cia Grosseto esprime un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento e sulle misure di semplificazione previste, molte delle quali raccolgono richieste avanzate negli ultimi anni dalla Confederazione, su alcune questioni sono stati espressi dubbi e sono state richieste modifiche.
“Tra queste – ha spiegato Sabrina Rossi – ci sono gli indici di coerenza in agricoltura, rispetto ai quali Cia Grosseto chiede la soppressione o una profonda revisione. Il rischio è quello di introdurre un nuovo adempimento che non tenga conto dell’organizzazione reale delle aziende, soprattutto di quelle familiari, e delle caratteristiche specifiche del lavoro agricolo. L’organizzazione ha sempre condiviso gli obiettivi di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare, ma ritiene necessario un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole nelle attività di contrasto, informazione e assistenza alle imprese”.
Il presidente Donato ha ricordato un’altra questione centrale: quella dell’acqua. “Le crisi idriche degli ultimi anni stanno rendendo l’irrigazione una condizione sempre più necessaria per poter continuare a produrre – ha puntualizzato -. Solo il 9-10% della superficie agricola toscana utilizzata è servita dall’irrigazione collettiva consortile; per questo Cia Grosseto chiede un Piano Irriguo Regionale, capace di programmare invasi, nuove infrastrutture, ammodernamento delle reti e interventi nelle aree agricole maggiormente esposte agli effetti della siccità e del cambiamento climatico”. A questa si aggiunge la richiesta di semplificare le procedure per le modifiche al reticolo idraulico, oggi troppo lente rispetto alle necessità delle aziende. La proposta è che gli atti di carattere esclusivamente tecnico possano essere gestiti direttamente dalla Giunta regionale, riducendo sensibilmente i tempi delle decisioni.
Altro fronte particolarmente delicato è quello delle energie rinnovabili e dell’agrivoltaico. La Confederazione ha sempre ritenuto necessaria la transizione energetica, ma questa non può tradursi in una sottrazione indiscriminata di terreno, che deve essere prima di tutto destinato alla produzione agricola. L’agrivoltaico, per essere in linea con gli obiettivi del mondo agricolo, deve rimanere collegato all’attività agricola, garantire la continuità produttiva e rappresentare una fonte integrativa di reddito, senza togliere terreno alla produzione.
Cia Grosseto propone dunque impianti di dimensioni contenute, con un limite di 1 MW per gli impianti a servizio delle aziende agricole e, soprattutto, chiede che nelle aree agricole siano gli agricoltori – coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali – a mantenere il controllo e la gestione degli impianti.
Non sono poi mancate le osservazioni sulla peste suina africana, una minaccia che impone interventi di prevenzione prima che l’emergenza arrivi a compromettere anche il patrimonio zootecnico maremmano. I dirigenti hanno chiesto un cambio di passo nel contenimento dei cinghiali, un monitoraggio più efficace, il rafforzamento delle misure di biosicurezza e strumenti economici in grado di sostenere rapidamente le aziende colpite direttamente o indirettamente dalle restrizioni.
“Il filo che lega tutte queste richieste è la tutela della capacità produttiva delle aziende – hanno dichiarato il presidente e la direttrice –. Parlare oggi di agricoltura in una provincia come Grosseto, dove rappresenta una componente essenziale dell’economia e dell’identità territoriale, significa anche difendere le condizioni che consentono alle aziende di continuare a produrre e, quindi, difendere la Maremma stessa. Attraverso questi due incontri auspichiamo che il confronto con la Regione prosegua e che le decisioni che riguardano il settore vengano costruite ascoltando chi sul territorio lavora e produce ogni giorno”.




