Impresa, Territorio, Agricoltura, Ambiente, Qualità, Competitività, Pari Opportunità. #SemplicementeToscana


LEGGI ANCHE: La Toscana che vogliamo. Il numero di settembre 2020 di Dimensione Agricoltura

LEGGI ANCHE: Un voto per la Toscana e per l’agricoltura


Vogliamo una Toscana che:

  • Sia dalla parte delle imprese, che hanno subito e stanno ancora subendo gli effetti devastanti della crisi,
    con una caduta verticale dei propri redditi.
  • Valorizzi il territorio scommettendo sullo sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura.
  • Investa sull’innovazione, sulle infrastrutture e sui servizi.
  • Sia più coesa, efficiente, competitiva e che promuova la partecipazione e la cittadinanza attiva.

Semplicemente Toscana, perché:

  • La Toscana dispone di un grande patrimonio territoriale, sociale, culturale e produttivo, a partire dal quale può costruire il proprio futuro. Per fare questo occorrono uno sforzo di rilancio e sostegno alla competitività del sistema imprenditoriale, una nuova stagione di investimenti pubblici e privati, che aiutino la Toscana ad affrontare la sfida della globalizzazione.
  • La Toscana deve affrontare con determinazione alcuni nodi decisivi per lo sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura per vincere le nuove sfide della competitività.
  • La Toscana deve intraprendere scelte chiare finalizzate a sostenere il tessuto economico e sociale regionale, eliminando lentezze, ostacoli e barriere, garantendo univocità di interpretazione e dei tempi di istruttoria da parte della Pubblica Amministrazione; promuovendo a tutti i livelli una concreta e tangibile semplificazione dei percorsi decisionali e di attuazione delle normative e delle politiche regionali.

1. La sfida del post Covid

Il recente rapporto di Irpet sull’economia regionale delinea una situazione grave e preoccupante con un forte calo del PIL sia per l’anno in corso che per quelli futuri evidenziando come il Sistema Toscano si sta ulteriormente indebolendo.

Gli effetti e le ricadute negative colpiscono tutti i settori produttivi con un pesante calo del lavoro e degli occupati, nelle diverse forme, con la riduzione della competitività delle imprese e con la contrazione dei redditi/marginalità.
Tuttavia, è opportuno ribadire che nel periodo Pre-Covid la Toscana ha registrato una moderata crescita del PIL e dell’occupazione: l’agricoltura, pur con le proprie criticità e problematiche, ha contribuito in maniera determinante a tale crescita.

Le idee e le proposte presentate da Cia Toscana in questo documento, sono il frutto di una approfondita elaborazione sottoposta alla nostra base sociale prima dell’emergenza pandemica che ha portato lutto e sofferenza a tante famiglie e determinato una crisi sociale ed economica senza precedenti.

Gli indirizzi strategici da noi individuati come prioritari per il rilancio dello sviluppo della Toscana, non solo vengono confermati alla luce dell’emergenza socio-economica causata dalla pandemia, ma risultano oggi fattori determinanti per la ripresa.

In particolare ci preme sottolineare alcuni aspetti sui quali, a nostro parere, è particolarmente urgente intervenire per:

  • Il rilancio dell’economia toscana assumendo come asset strategici il sostegno e lo sviluppo dei settori produttivi più dinamici quali l’agricoltura e l’agroalimentare.
  • Garantire un sostegno immediato alle imprese, integrando gli interventi già operanti a livello nazionale ed europeo, con azioni regionali mirate alsupporto di alcune iniziative prioritarie per i settori maggiormente colpiti.
  • La riduzione della presenza degli ungulati, la cui invasività è aumentata in modo preoccupante durante la fase del lockdown, adottando misure straordinarie, efficaci e risolutive.
  • Attivare immediatamente un piano di investimenti, anche con il sostegno di tutte le risorse europee che saranno disponibili, in grado di colmare rapidamente le lacune strutturali ed infrastrutturali della nostra regione.
  • Il rafforzamento della sanità pubblica puntando a migliorare la capacità di risposta sul piano diagnostico e terapeutico del sistema Toscano, a partire da un deciso rafforzamento della medicina di prossimità e dei presidi territoriali diffusi ed efficienti.
  • L’adeguamento di un sistema infrastrutturale, attraverso un piano che integri sinergicamente le opere strategiche finalizzate alla realizzazione delle grandi reti di connessione globale (snodi ferroviari, portuali, aeroportuali, viabilità primaria e secondaria, banda larga ed ultralarga) a tutti quegli interventi finalizzati a rendere competitivi i territori della Toscana, a partire dallearee rurali.
  • La messa in sicurezza del territorio, accelerando i piani di intervento già cantierabili, le opere idrauliche di prevenzione degli eventi catastrofici derivanti dai cambiamenti climatici, l’infrastrutturazione di un’efficiente rete irrigua che garantisca la necessaria dotazione di acqua all’agricoltura.
  • Semplificare gli adempimenti per le imprese e per i cittadini, partendo dal nuovo quadro normativo nazionale ed europeo in tema di semplificazione, per una revisione radicale dei procedimenti amministrativi, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi che intercorrono tra impegni di spesa ed erogazione dei finanziamenti alle imprese.

Questi interventi urgenti vanno inquadrati nel contesto delle strategie più complessive che proponiamo alla Regione Toscana per la prossima legislatura.


2. La Toscana e l’Europa

La Toscana e il “Green New Deal”: la nuova Commissione Europea si è posta come obiettivo primario del proprio mandato il contrasto al cambiamento climatico con un nuovo impulso allo sviluppo sostenibile. Il “Green New Deal” della Toscana deve porre al centro lo sviluppo delle aree collinari, delle zone più svantaggiate, della montagna, delle aree interne, dell’agricoltura e del comparto forestale.

Questa nuova visione strategica richiede una politica europea fondata su una più incisiva integrazione delle politiche, incentrata su piani strategici in grado di mettere in sinergia le risorse destinate allo sviluppo dell’economia e dei territori. È opportuna una programmazione territoriale plurifondo che superi i compartimenti stagni e le rigide demarcazioni che, anche nell’attuale programmazione, hanno penalizzato le aree rurali.

La Toscana e la PAC 2021-2027: nel contesto del “Green New Deal”, occorre che la Toscana si batta per un radicale cambiamento della PAC, attualmente caratterizzata da squilibri territoriali che penalizzano i modelli di agricoltura attenti alla diversificazione ed alla qualità. In questo contesto indichiamo tre aspetti centrali sui quali chiediamo alla Regione Toscana un impegno determinato:

  • Il mantenimento del budget comunitario destinato alla PAC.
  • Il riequilibrio sostanziale dei pagamenti diretti attraverso il superamento progressivo dei titoli storici, misure accoppiate per valorizzare ed incentivare alcune produzioni di qualità, l’inserimento nel primo pilastro di eco-schemi e del sostegno all’agricoltura biologica, il rafforzamento ed ampliamento delle OCM.
  • Una programmazione dello sviluppo rurale che, nel quadro del Piano Strategico Nazionale sia aderente alle specificità territoriali, valorizzando il ruolo delle Regioni e degli OPRed orientata alla semplificazione di tutti i procedimenti implementando e riconoscendo il ruolo della sussidiarietà.

3. Progettare il futuro della Toscana

Interventi a sostegno dei comparti produttivi: in questi anni si sono alternate crisi di settore che hanno determinato veri e propri crolli di reddito e la chiusura di molte aziende agricole. Cerealicoltura, olivicoltura, ortofrutta, pomodoro da industria, apicoltura, zootecnia sono i settori maggiormente colpiti dalle crisi produttive e/o di mercato di questi anni.

Per sostenere questi settori occorre puntare su specifici Piani di Settore, di sostegno alle imprese e di promozione della competitività dei prodotti sui mercati.

Più in generale occorre che la Regione si doti di strumenti snelli e flessibili, in grado di intervenire con rapidità ed efficacia a sostegno delle situazioni di crisi e delle imprese coinvolte.

Particolare allarme suscita la condizione della zootecnia toscana che, nonostante il crescente interesse dei consumatori per i prodotti toscani, rischia seriamente di scomparire in pochi anni, con gravi conseguenze sul piano produttivo, economico ed ambientale per tutta la Toscana.

Filiere e distretti, la Toscana dell’aggregazione: uniti si vince, la Toscana dell’impresa diffusa e dei territori sarà competitiva se saprà puntare sull’aggregazione delle imprese in tutte le sue forme, a partire da quella cooperativa, e sulla valorizzazione dei territori. L’esperienza di questi anni sui Progetti di Filiera ha dato alcune risposte positive, ma va rafforzata e implementata.

Tra le azioni strategiche è prioritario dare nuovo impulso al rafforzamento delle strutture cooperative e, più in generale, allo sviluppo di un’industria agro-alimentare più disponibile ad un rapporto virtuoso con le imprese agricole e allo sviluppo delle filiere regionali.

A tal fine occorre promuovere una forte innovazione organizzativa all’interno delle filiere, attivando anche nuove forme di cooperazione tra imprese (reti, filiere interaziendali, accordi territoriali, ecc..) finalizzate alla valorizzazione della qualità dei prodotti toscani.

È inderogabile la messa in campo di tutte le iniziative propedeutiche per migliorare le relazioni all’interno delle filiere, promuovendo accordi e contratti che assicurino una più equa redistribuzione della catena del valore dei prodotti a vantaggio della parte agricola e che diano certezze ai produttori sulle tempistiche di ritiro e di pagamento dei prodotti.

È altresì, necessario implementare le iniziative di promozione dell’export sostenendo l’accesso ai mercati a nuove imprese, anche medio-piccole, e investire sull’educazione alimentare.

In questo quadro andrà valorizzata l’esperienza dei Distretti (ampliando e favorendo l’effettiva partecipazione e coinvolgimento di tutti i soggetti del relativo territorio) quali luoghi di elaborazione di politiche di governo del territorio finalizzati a supportare ed affiancare le imprese impegnate in percorsi di filiera e di sviluppo imprenditoriale, elaborando politiche e sostegni specifici e non delegando tutto al Psr.

Nuove imprese e nuove idee per l’agricoltura: negli ultimi anni l’agricoltura ha saputo rispondere alle nuove e mutate esigenze e tendenze dei consumatori ed ha contribuito in maniera decisiva all’incremento del PIL regionale e dell’occupazione. Contestualmente è anche cresciuto l’interesse per l’agricoltura: la nascita di nuove imprese condotte da giovani, insieme alla crescita dell’imprenditoria femminile, costituisce un segnale positivo che non va trascurato.

Anche per queste ragioni occorre rilanciare specifiche politiche di sostegno al ricambio generazionale e di genere, sia nella fase di costituzione delle nuove imprese, che supportandone l’intrapresa e lo sviluppo.

In questo contesto è prioritario rivolgere particolare attenzione al sostegno ed alla semplificazione di tutte quelle attività orientate alla multifunzionalità: dall’agricoltura sociale agli agri-asili, valorizzando il ruolo sociale dell’agricoltura e moltiplicando le importanti esperienze di questi anni.

Sono tante le attività in crescita dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale o agri campeggi, alle fattorie didattiche che occorre sostenere anche investendo maggiormente sull’educazione alimentare, promuovendo i prodotti locali e la stagionalità nelle scuole e nelle mense pubbliche.

È particolarmente urgente, in questa fase di grave crisi determinata dall’emergenza sanitaria in atto,rilanciare il valore del turismo diffuso in tutto il territorio regionale come volano di sviluppo della Toscana.

Altrettanto significative sono le attività di manutenzione del territorio e la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché implementare la funzione del sistema imprenditoriale agricolo nell’azione di valorizzazione del territorio.

Risorse e strumenti finanziari per l’impresa flessibili ed accessibili: il sistema creditizio rappresenta un fattore essenziale di qualsiasi strategia di sviluppo.

Le nuove sfide sia a causa del Covid 19 che delle nuovecompetitività rendono necessario un adeguamento del sistema creditizio e degli strumenti finanziari che, anche in Toscana con il sostegno delle Istituzioni, debbono dare risposte efficaci ed adeguate al sistema delle imprese agricole.

È necessario che il nuovo governo regionale promuova e sviluppi linee finanziarie flessibili e nuovi strumenti di garanzia, ridefinendo anche il ruolo di Fidi Toscana,con adeguati plafond e procedure snelle finalizzate a sostenere la liquidità delle imprese in relazione alle situazioni di mercato, per promuovere investimenti e nuove iniziative imprenditoriali, per favorire l’accesso alla terra.

Un sistema infrastrutturale a sostegno dello sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali: per sostenere la competitività della Toscana, la cui forza poggia sul sistema dell’economia e dell’impresa diffusa, occorre un piano di investimenti infrastrutturali capace di mettere in connessione tutto il territorio della Toscana: viabilità, trasporti, logistica, intermodalità, banda larga debbono rappresentare le principali sfide di un intervento che non può più essere rimandato, pena il declino dei nostri territori.

Le strategie di intervento vanno innovate così come le politiche per dotare la Toscana di un sistema integrato infrastrutturale e di servizi capillare, in grado di connettere tutto il territorio. Si tratta di una esigenza vitale per una regione come la Toscana, costituita per il 92% da aree montane e svantaggiate.

L’obiettivo di fermare l’abbandono e la marginalizzazione dei territori montani e delle aree maggiormente disagiate della Toscana, deve essere considerato prioritario nel contesto delle politiche di sviluppo dei prossimi anni.

Un progetto acqua per la Toscana e per l’agricoltura: la gestione della risorsa idrica ha ed avrà un peso determinante per il futuro del territorio toscano, dell’agricoltura e delle aree rurali.

È urgente l’adozione da parte della Regione Toscana di un “Piano Acque” che assuma carattere strategico e prioritario per la Toscana mettendo in atto un programma di ingenti investimenti che, utilizzando in modo integrato e sinergico risorse regionali, nazionali ed europee, persegua i seguenti obiettivi:

  • Acqua risorsa essenziale per l’agricoltura: è prioritario mettere a disposizione in maniera diffusa su tutto il territorio regionale l’acqua per uso agricolo a costi accessibili e sostenibili, sviluppando le reti irrigue consortili, favorendo il riuso delle acque, promuovendo sistemi di pianificazione e distribuzione irrigua innovativi e sostenibili.
  • Regimazione delle acque: aumentando la capacità di raccolta e contenimento, realizzando un vero e proprio piano regionale per dotare il territorio di una rete di piccoli e medi invasi.
  • Messa in sicurezza del territorio: potenziando gli interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e di mitigazione del rischio idraulico, a partire dalla difesa dei terreni ed edifici da allagamenti ed alluvionamenti.
  • Qualità delle acque: salvaguardando in particolare le acque sotterranee, attraverso azioni di contrasto ai fenomeni di subsidenza, all’impoverimento ed all’inquinamento delle falde.

Un ruolo essenziale per la realizzazione di questi ambiziosi obiettivi, potranno e dovranno avere i Consorzi di bonifica, il cui riordino, da noi fortemente auspicato negli anni scorsi, sta finalmente dando i suoi frutti.

In tale direzione un contributo essenziale può essere dato delle imprese agricole valorizzandone le attività, in un’ottica di sussidiarietà e multifunzionalità, nell’azione di gestione e manutenzione capillare del sistema acqua e del suolo nei territori.

Gestione della fauna: l’obiettivo di raggiungere e garantire un equilibrio tra presenza di fauna selvatica, attività economica e sicurezza dei cittadini, riducendo drasticamente la presenza di ungulati, rappresentano una vera priorità per una politica di governo del territorio, il cui perseguimento non può essere delegato ai soli cacciatori.
L’attuale consistenza della fauna selvatica è insostenibile.

Occorre riportare sotto controllo il numero dei predatori (lupi, canidi, ed altre specie selvatiche) e ridurre drasticamente la presenza devastante di ungulati, così come di altri selvatici quali piccioni, corvidi, gabbiani, ecc., intervenendo con urgenza con il contributo di tutti i soggetti interessati, a partire da cacciatori ed agricoltori, ed utilizzando al tempo stesso tutti gli strumenti a disposizione, dalla revisione normativa al potenziamento dei soggetti istituzionali preposti al controllo della fauna, a partire dagli Atc che devono operare con maggiore omogeneità nel territorio regionale.

In tutto il territorio regionale, ivi comprese le aree protette, i parchi e le altre aree a limitazione venatoria, andranno messe in atto azioni efficaci di contenimento della fauna, di prevenzione dei danni alle colture agricole e di ristorno integrale dei danni subiti dagli stessi agricoltori.

La Regione Toscana, inoltre, deve farsi promotrice di una iniziativa a livello nazionale ed europeo per rivedere le normative di riferimento, sollecitando modifiche sostanziali che consentano di superare l’attuale visione di mera tutela/conservazione, definendo finalmente adeguate politiche di gestione della fauna.

Toscana sostenibile: il “Green New Deal” come risposta ai rischi derivanti dal cambiamento climatico si realizza solamente se al sostegno agli investimenti “green” si affiancano coerenti politiche di governo del territorio, indirizzate a:

  • Proseguire e rafforzare le politiche di contrasto al consumo di suolo, la cui corsa è stata frenata negli ultimi anni ma non certo arrestata.
  • Favorire la mobilità fondiaria implementando e rafforzando l’attività della Banca della Terra avviata dalla Regione Toscana.
  • Promuovere il recupero dei terreni incolti e delle superfici forestali abbandonate, anche attraverso la promozione di sistemi di associazioni fondiarie, favorendo in particolare l’iniziativa dell’imprenditoria giovanile e femminile.
  • Mettere al centro delle priorità dell’intervento pubblico la manutenzione del territorio, a partire dalla messa in sicurezza dei territori idrogeologicamente più fragili, quali le zone collinari, svantaggiate e montane.
  • Promuovere a tutti i livelli ed in tutti i settori produttivi modelli di sostenibilità ambientale, di produzione di energia da fonti rinnovabili, di economia circolare e di riuso dei materiali.

Una Toscana dell’innovazione e della conoscenza: la ricerca, l’innovazione e la conoscenza rappresentano l’altro motore fondamentale dei percorsi di rilancio dello sviluppo sostenibile.

L’esperienza di questi anni in agricoltura, basata sull’integrazione virtuosa tra mondo della ricerca ed imprese, ci spinge a sollecitare un sempre maggiore impegno della Regione Toscana in questa direzione: agricoltura di precisione, contrasto dei cambiamenti climatici, sostenibilità dei processi produttivi, qualità delle produzioni, economia circolare e tutela della biodiversità rappresentano le nuove sfide che richiedono risposte innovative e lo sviluppo di nuove competenze professionali e conoscenze finalizzate a rendere le nostre imprese più sostenibili e competitive sui mercati.

Va profuso un particolare impegno per sostenere le misure rivolte al trasferimento delle conoscenze, per diffondere capillarmente l’innovazione a tutte le imprese, determinando condizioni di pari opportunità di accesso a tutti i comparti produttivi ed alle diverse realtà territoriali.

Superare le emergenze e rilanciare il sistema economico regionale: alle specifiche difficoltà del comparto agricolo si sono aggiunte in questi ultimi anni numerose avversità ed emergenze climatiche e sanitarie.

La recente drammatica diffusione del Coronavirus, in particolare, sta provocando pesanti ripercussioni ed effetti socio-economici con riduzioni delle produzioni, forti contrazioni delle vendite sui mercati, dall’ambito locale a quello internazionale.

É urgente assumere interventi efficaci per affrontare e superare l’attuale emergenza sul Covid 19 per garantire il mantenimento della continuità produttiva, sostenere i flussi di approvvigionamento e di distribuzione, individuare interventi specifici sulle dinamiche occupazionali ed a sostegno della liquidità delle imprese.

Inoltre è strategico ed urgente definire un Piano Straordinario Integrato di interventi per l’intero sistemo economico regionale, per rilanciare in primis i prodotti agricoli ed agroalimentari toscani, sia incentivando la ripresa dei consumi nel mercato interno, sia mettendo in atto una serie di strategie per consolidare le vendite nei mercati esteri.

É necessario intervenire per far ripartire quanto prima i flussi turistici, a partire da quelli agrituristici, favorendo la ripresa e il rilancio dei rapporti economici già esistenti, attraverso nuovi incentivi e sostegni da parte delle istituzioni, a partire dalla Regione Toscana, anche in deroga alle attuali disposizioni comunitarie.


4. Una Toscana inclusiva e solidale, senza disuguaglianze

La Toscana del lavoro: la qualità toscana si rafforza con la qualità delle relazioni e delle condizioni di lavoro contrastando forme di sfruttamento e di lavoro irregolare.

Quindi, occorre valorizzare il lavoro in ogni sua declinazione organizzativa (dipendente e autonomo, pubblico e privato) consolidando i diritti, incoraggiando le opportunità e la creazione di nuova impresa, valorizzando la qualità e le buone prassi.

Perseguire questi obiettivi significa principalmente promuovere la creazione di nuove imprese, favorire il ricambio generazionale, contrastare il caporalato ed il lavoro irregolare, promuovere la crescita professionale ed il lavoro qualificato.

La Toscana dei diritti e dei servizi diffusi: i diritti di cittadinanza rappresentano una vetrina importante della competitività dei territori: la qualità della scuola, dei servizi sociali, della sanità sono determinanti ai fini della qualità della vita delle popolazioni rurali e di conseguenza, della sostenibilità sociale dell’economia di quelle aree.

Anni di tagli lineari della spesa pubblica hanno messo a dura prova il welfare e l’efficienza dei servizi essenziali, aumentando le diseguaglianze, creando disparità di diritti a livello territoriale e di genere.

È giunto il momento di invertire la tendenza e di investire sui territori per garantire servizi efficienti e pari opportunità in tutta la regione, anche al fine di agevolare il ricambio generazionale in agricoltura e promuovere l’insediamento ed il mantenimento della permanenza di giovani e donne nelle aree rurali.


5. Semplicemente Toscana

La prossima Legislatura deve avere i propri obiettivi prioritari un piano strategico per la semplificazione. Senza un profondo riordino del quadro normativo, della governance e della macchina amministrativa, nessun programma di rilancio economico potrà avere successo. Riteniamo che questo piano debba orientarsi su alcuni obiettivi prioritari:

Un intervento urgente per superare le principali emergenze amministrative: è doveroso ribadire le nostre preoccupazioni ed il nostro allarme per le crescenti difficoltà delle strutture amministrative della Toscana nel dare risposte alle istanze delle imprese nei tempi previsti dalle procedure.

Citiamo, a titolo di esempio, alcuni ambiti sui quali riteniamo urgente intervenire:

  • I ritardi nella gestione del PSR sono una situazione non più sostenibile nonostante gli obiettivi e gli impegni assunti da parte della Regione Toscana.
  • Le attività di molte amministrazioni locali sono altrettanto preoccupanti relativamente alle istanze presentate in materia urbanistica (permessi a costruire, Piani di miglioramento, ecc.).
  • La gestione delle concessioni legate all’utilizzo delle acque ed al demanio idrico rappresenta un altro campo nel quale si rende necessario un intervento urgente che riduca i tempi di definizione delle istanze.

Investire su una Toscana efficiente: troppo spesso si è identificata la semplificazione con la riduzione degli apparati pubblici.

La realtà dimostra che non è così. Dopo anni di tagli per avere un’amministrazione efficiente che dia risposte ai cittadini ed alle imprese è necessario investire sulla qualificazione e l’adeguamento delle risorse umane operando in due direzioni:

  1. Rivedere profondamente la governance del sistema toscano. Da un lato permangono separatezze e discrasie intollerabili tra i diversi ambiti amministrativi regionali (es. agricoltura, sanità, ambiente, urbanistica) che troppo spesso danno luogo a risposte contraddittorie ed a lungaggini rispetto alle necessità delle imprese. Dall’altro lato si registrano disfunzioni spesso rilevanti nella filiera decisionale ed operativa all’interno dello stesso ambito, come ad esempio in agricoltura, con scarso coordinamento tra livello decisionale politico e livello amministrativo, con mancanza di coordinamento ed omogeneità tra livello regionale e territoriale, con il moltiplicarsi di interpretazioni divergenti tra territori diversi, ritardi procedurali dovuti in taluni casi alla necessità di dirimere questi contrasti.
  2. Adeguare gli organici e favorire il turn-over generazionale.
  3. La riforma incompiuta delle Province ha determinato un riassetto di competenze non sempre seguito da un conseguente riordino e potenziamento delle strutture operative.

Per una Toscana efficiente occorre:

  • Revisionare il quadro normativo e procedurale: siamo in presenza di un quadro normativo nazionale e regionale nel quale adempimenti, scadenze e procedure si moltiplicano in modo esponenziale applicandosi in eguale misura al grande gruppo industriale come alla micro-impresa agricola.
    Ciascun aspetto della vita imprenditoriale, da quelli sanitari a quelli ambientali, dalla disciplina del lavoro all’urbanistica, da quelli fiscali fino a quelli più specifici legati all’agricoltura, sono soggetti ad obblighi, procedure di controllo e sanzioni che diventano oggettivamente insostenibili per le imprese piccole e medie, prevalentemente a gestione familiare, che operano nel settore agricolo.
    Tale riordino è prioritario e deve puntare a ridurre e razionalizzare gli oneri burocratici in relazione del grado di priorità degli adempimenti ed alla proporzionalità riferita alle dimensioni economiche delle imprese.
  • Avvicinare i cittadini e le imprese all’amministrazione: aumentare la capacità di dialogo tra cittadini, imprese ed amministrazione è sicuramente il modo più efficace per attuare la semplificazione. Questa strada va percorsa sulla base di due pilastri tra loro complementari ed essenziali: lo sviluppo della digitalizzazione delle procedure e la valorizzazione della sussidiarietà privata che va adeguatamente riconosciuta anche sul piano economico.

Ecco la Toscana che vogliamo, #SemplicementeToscana, orgogliosa delle proprie tradizioni, pronta ad accettare le nuove sfide della competitività, valorizzando il territorio, puntando sull’innovazione e lo sviluppo sostenibile, insieme ai cittadini ed alle imprese, aperta, coesa e solidale.

La Cia Agricoltori Italiani della Toscana c’è e sarà sempre al fianco del mondo agricolo e rurale, con le sue idee e le sue proposte, disponibile ed aperta al confronto con le Istituzioni e con la società.


LEGGI ANCHE: La Toscana che vogliamo. Le strategie per acqua e irrigazione per l’agricoltura