Il presidente della Cia di Grosseto: «Ora ci aspettiamo efficacia ed efficienza nel rilanciare il settore”

«La riforma degli Enti Camerali ha limitato le risorse per la promozione impedendo a piccole, ma importanti realtà locali, di essere presenti nelle grandi vetrine internazionali come Vinitaly. Un duro colpo per un territorio rurale come la Maremma – precisa Rabazzi – fatta di aziende spesso poco strutturate e sottocapitalizzate non in grado di gestire da sole l’export e la promozione nei mercati più importanti. Per questo accogliamo con favore il riconoscimento erga omnes al Consorzio di tutela che avrà dunque il compito di valorizzazione e promozione, ma anche, e soprattutto di controllo e di tutela del marchio stesso. Il ruolo del Consorzio ora si allargherà a tutti i produttori che rivendicheranno la Doc Maremma Toscana, e questo anche se non saranno soci dello stesso. Quello che come Cia ora auspichiamo è che con prezzi contenuti il Consorzio possa essere efficace ed efficiente. Se gli obiettivi saranno rispettati, se la missione sarà perseguita, la costituzione del Consorzio rappresenterà un’importante vittoria per tutta la viticoltura locale. Sarà possibile lavorare sul piano regionale, nazionale e internazionale con maggiore forza e tutela, con progetti coesi e condivisi».
«Credo – conclude il presidente Cia – che solo attraverso percorsi di questo genere, che nascono e operano davvero per il bene di un territorio rurale com’è la Maremma, si possano ottenere vantaggio non solo per il comparto vitivinicolo ma anche per tutte le ricadute territoriali, non ultima quella dell’occupazione, generate dal suo indotto»
Fonte: Cia Grosseto

