«Scegliere i prodotti locali: un aiuto alla lotta alla contraffazione agroalimentare e una tutela per la nostra salute». Enrico Rabazzi invita il consumatore ad allearsi al mondo agricolo e a portare in tavola i prodotti del nostro territorio.

ciatoscana_etichettatura_etichette_supermercato_carrello«Anno nuovo problemi vecchi: ancora una volta siamo a constatare come in nome del profitto e del facile guadagno sono molti coloro che non si fanno scrupoli a vendere prodotti “tossici” per l’uomo danneggiando, al tempo stesso, l’immagine dell’agroalimentare italiano». Enrico Rabazzi, vicepresidente regionale e presidente Cia Grosseto, torna a sollevare una piaga mai definitivamente stroncata, mettere in guardia la politica sugli effetti economici della dall’agropirateria e della contraffazione e invita i consumatori a non farsi raggirare dalle mode di turno e di leggere attentamente le etichette.

«Il sequestro di pane al carbone vegetale effettuato nei giorni scorsi dal Corpo Forestale dello Stato in Puglia – spiega il Presidente – mette in evidenza la necessità di una norma chiara su questo tipo di produzione e, più in generale su tutto il settore delle produzioni alimentari. Il sequestro fatto di un prodotto diventato improvvisamente trendy grazie ad una campagna di marketing che ne esaltava la digeribilità, in realtà conteneva additivi chimici non autorizzati dalla legge come il colorante E153 carbone vegetale. La vicenda dimostra come sia complesso, per tanti motivi, scegliere tra gli infiniti prodotti alimentari posti sullo scaffale, molti arrivati alla notorietà solo grazie a spregiudicate strategie e manovre di marketing».

«Non è nostro intento dire ciò che il cliente deve o non deve portare a tavola – continua Rabazzi – ciò che invece è nostro compito è contrastare tutto quello che viene spacciato come genuino e invece può essere dannoso per l’organismo e ledere l’immagine delle nostre eccellenze. Per questo ancora una volta invitiamo tutti a leggere quanto riportato sulle etichette e comunque a prediligere prodotti del territorio, prodotti locali fatti dalla passione dei nostri agricoltori che sono sempre pronti a metterci la faccia. Fatti da coloro che stanno traghettando il settore in questo difficilissimo momento e che poca convenienza avrebbero nel frodare e abbindolare il consumatore».

«La nostra non vuol essere una campagna contro la GDO ma un invito al rispetto della nostra salute e del nostro territorio. La vicenda pugliese non sarà l’ultima – conclude Rabazzi – per questo oggi la differenza la può fare il consumatore».


Fonte: Cia Grosseto