Ovino, floricolo e agrituristico i comparti con le maggiori difficoltà

di Francesco Sassoli


La situazione sanitaria che, seppur difficile, appare essere di minor emergenza, rende ancora più nitida la grave crisi economica che ha coinvolto in maniera complessiva tutti i settori produttivi.

Il comparto agricolo, pur continuando nella propria attività con lo scopo di rispondere al fabbisogno alimentare del paese, sta vivendo notevoli difficoltà, soprattutto per la deperibilità di alcune produzioni, le difficoltà per l’export e per l’assenza di turismo. Tra i settori più colpiti, quello zootecnico, specificatamente per quanto concerne la produzione del latte ovino, quello floricolo (per i fiori recisi) e l’agriturismo.

In attesa delle disposizioni nazionali che coinvolgeranno anche altre filiere, la Regione Toscana ha avviato un proprio percorso di sostegno per i comparti maggiormente colpiti, individuando all’interno del proprio bilancio delle risorse specifiche, restando in attesa di eventuali disposizioni della Commissione Europea, che potrebbe autorizzare l’utilizzo del 2% del valore complessivo del PSR, a favore di misure a contrasto alle difficoltà economiche causate dal Covid-19. Questa opportunità, sulla quale trapela un cauto ottimismo, per la Toscana significherebbe avere a disposizione circa 19 milioni di euro da poter destinare a nuovi interventi per il settore primario.

Entrando nello specifico, le misure in corso di predisposizione, seppur con tempistiche differenti, riguarderanno questi comparti:


LATTE OVINO

Le risorse destinate a questo intervento potrebbero ammontare a circa 2,1 milioni di euro, che consentirebbero di attivare due linee di aiuti, una per gli allevatori con più di 50 capi allevati, con precedenza a chi caseifica direttamente, prevedendo un contributo a capo, che in virtù di alcuni scaglioni di ampiezza dell’allevamento, potrebbe ammontare ad 8 euro per i primi 150 capi, 6 per i secondi 100 fino ad arrivare a 2 euro per i capi eccedenti le 400 unità.

L’altra destinata esclusivamente alle imprese di trasformazione che si impegnano a mantenere gli accordi sottoscritti con i propri conferitori prima dell’emergenza in corso, con lo scopo di far fronte ai maggiori costi legati all’aumento degli spazi di stagionatura, in questo caso si potrebbe ipotizzare un aiuto pari a circa 0,30 euro per kilogrammo di maggior prodotto stagionato.

Entrambi gli interventi sono vincolati alla produzione derivata esclusivamente da latte toscano.


FLOROVIVAISMO

L’intervento in corso di definizione prevede, anche in questo caso, un contributo a fondo perduto per le aziende che nel periodo marzo-aprile 2020 hanno subito un calo di volume d’affari rispetto all’analogo periodo del 2019.

Per stabilire l’entità dell’aiuto, oltre ad individuare degli scaglioni in funzione della percentuale di danno, sarà preso in considerazione anche la dimensione economica dell’azienda.

Il sostegno, che potrebbe oscillare da un minimo di 2 mila, fino ad un massimo di 20 mila euro, non potrà essere maggiore del 50% del volume di affari del periodo marzo-aprile 2019. La dotazione finanziaria per questo intervento è pari a 2,43 milioni di euro.


AGRITURISMO

Pur essendo uno dei settori che ha risentito maggiormente dell’impatto causato dall’emergenza sanitaria, l’attuazione di una misura specifica, che rimane ferma nella volontà della Regione, è in una fase più arretrata rispetto a quelle precedentemente descritte.

La motivazione può essere ritrovata nel fabbisogno economico che questo provvedimento dovrebbe avere, visto il numero consistente di agriturismi presenti nel territorio toscano, pertanto la definizione della richiesta di utilizzo di fondi specifici del PSR per la quale si attente un via libera da Bruxelles, rimane determinante.

Le ipotesi che sono state formulate, in linea anche con le disposizioni europee, prevedono un aiuto in conto capitale, che potrebbe oscillare tra i 2 mila ed i 5 mila euro ad azienda.


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Oltre a questi comparti, è stato avviato un tavolo di confronto anche per la filiera del latte bovino, che pur non avendo registrato flessioni importanti nelle vendite, se non in parte per il latte fresco, potrebbe essere messa in difficoltà dalla scelta unilaterale e non concordata di alcuni soggetti raccoglitori, come la Centrale del Latte della Toscana, che ha abbassato il prezzo del latte alla stalla di 5 centesimi al litro, complicando la già precaria situazione per le aziende operanti in questo settore.

Anche sul livello nazionale, come previsto anche dal Decreto “Rilancio”, sono in emanazione degli interventi specifici su vari settori. I lavori sono più avanzati nel comparto zootecnico, dove sono stati pubblicati dei bandi a sostegno della carne ovina, con un premio a capo macellato variabile da 6 a 9 euro in funzione dell’iscrizione all’IGP o meno, i bandi per indigenti, che stanno permettendo il ritiro di importanti quantitativi di formaggio sia vaccino che di pecora, e proprio nell’ultimo bando le produzioni DOP della toscana, potrebbero usufruire di un acquisto in valore pari a circa 2 milioni di euro, che potrebbe agevolare sia in termini di spazi di stoccaggio, che di dinamiche di mercato. Oltre all’aiuto per gli ammassi privati.

Attenzione particolare è stata rivolta anche al mondo del vino, che tra risorse già a disposizione sulle misure dell’OCM e quelle messe in campo dal decreto di maggio, può contare su circa 150 milioni di euro, che potrebbero diventare 200 milioni in fase di conversione del decreto in legge, per attivare la distillazione di crisi, e la riduzione volontaria della resa.

Mentre per la prima che è destinata esclusivamente al vino comune, in Toscana non risulta esserci particolare interesse in quanto con 1500 ettari e 85 mila ettolitri si può parlare di produzioni residuali, ed il valore dell’aiuto che dovrebbe oscillare tra i 25 e 30 centesimi al litro, poco si adatta alla qualità del vino prodotto, la riduzione volontaria della resa, destinata ai vini DO e IG, potrebbe essere un aiuto concreto.

L’intervento, finanzia la diminuzione della capacita produttiva del vigneto, che dai registri di cantina dovrà risultare almeno del 15%, è difficile ipotizzare un contributo ad ettaro, tuttavia l’intervento così definito, potrebbe agevolare le aziende che si trovano nella condizione di dover comunque ridurre le rese in funzione delle decisioni assunte dai consorzi di tutela, al fine di mantenere un equilibrio di mercato.

Ulteriori provvedimenti sono attesi anche per il settore del vivaismo, ma al momento non sono state definite le azioni di intervento.

Questi provvedimenti vanno ad integrarsi con quelli previsti per gli altri comparti, sia per quanto riguarda le agevolazioni relative al credito, e per i contributi a fondo perduto finalizzati le aziende che hanno subito un calo di volume d’affari maggiore del 33% rispetto ad aprile dello scorso anno.

È importante tenere in considerazione che tutte le misure finalizzate a ridurre l’impatto delle conseguenze economiche causate dall’epidemia da Coronavirus, rientrano in un quadro straordinario per gli aiuti di stato previsto a livello comunitario, che stabilisce il tetto massimo per il comparto agricolo, specificatamente per la produzione primaria, in 100 mila euro, mentre sale ad 800 mila nel caso di altre attività, ivi compresa la trasformazione dei prodotti agricoli, l’agriturismo e le altre attività connesse così come previste dall’art. 2135 del codice civile.