AGGIORNAMENTO DEL 13 MAGGIO 2020: Decreto Rilancio approvato. Sintesi delle misure nel provvedimento del Consiglio dei ministri


Poche ore all’approvazione del maxi decreto. Proviamo a fare il punto su alcuni temi

È giunta alla stretta finale la discussione sul Decreto Rilancio (alias “decreto aprile” e “decreto maggio”). È di qualche ora fa la dichiarazione del ministro dell’economia Roberto Gualtieri al TG5: «Sciolti tutti i nodi politici e di assetto al decreto. Fra poco ci sarà la riunione prima del Consiglio dei Ministri che lo approverà».

I provvedimenti contenuti sono tantissimi e alcuni sono stati in discussione fino all’ultimo momento. Adesso i giochi sono fatti e su alcuni dei temi più importanti si inizia a fare luce. Ovviamente è necessario attendere l’approvazione del testo definitivo del decreto per avere l’ufficialità.


Congedi familiari emergenza Covid-19

Il periodo di congedo con corresponsione al 50% della retribuzione è esteso al 31 luglio; i giorni disponibili diventano trenta. Il congedo senza retribuzione è concesso per in nuclei familiari con figli di età inferiore a 16 anni.


Bonus baby sitting

Il bonus è alternativo al congedo parentale e può essere frazionato in più bonus nel limite di 1.200 euro complessivi. In alternativa alle spese per la baby sitter, il bonus è utilizzabile per l’iscrizione dei figli ai centri estivi, ai servizi integrati per l’infanzia, o ai servizi socioeducativi per la prima infanzia (quest’ultima scelta è incompatibile con il “bonus asili nido”).

Per i lavoratori del settore sanitario (medici, infermieri, ecc.) impegnati nell’emergenza, il “bonus baby sitting” passa a 2.000 euro.


Permessi retribuiti

Vengono concessi ulteriori 12 giorni usufruibili nei mesi di maggio e giugno. Vista l’interpretazione Inps sul medesimo argomento del decreto “Cura Italia” (D.L. 18/2020), è ipotizzabile che i 12 giorni siano cumulativi per maggio e giugno.


Cumulabilità bonus

I bonus sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità (legge 222/84).


Reddito di emergenza

Le domande dovranno essere presentate entro il 30 giugno. Il beneficio, che avrà un importo da 400 a 800 euro, in base al nucleo familiare e ad alcune specifiche, verrà erogato in due quote.

Per averne diritto il richiedente dovrà rispettare alcuni parametri, tra cui: essere residente in Italia; avere un reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore al reddito di emergenza spettante; avere un patrimonio mobiliare familiare, con riferimento al 2019, inferiore a una soglia di euro 10.000 (accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino 20.000 euro, con alcune agevolazioni per componenti disabili o non autosufficienti); avere un valore dell’Isee inferiore ad euro 15.000. Per ulteriori dettagli attendiamo l’approvazione del decreto.


“Bonus 600 euro” per professionisti (senza cassa) e Co.co.co.

Bonus di 600 euro anche per aprile, probabilmente in modo automatico per chi ha già presentato la richiesta e ha ricevuto l’indennità relativa a marzo.

Per il mese di maggio: i professionisti (senza cassa) possono ottenere un bonus di 1.000 euro, a condizione che abbiano avuto una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020, rispetto al secondo bimestre 2019. Il reddito deve essere determinato per cassa quale differenza tra ricavi e compensi effettivamente percepiti nel periodo e le spese effettivamente sostenute nello stesso periodo, comprese le quote di ammortamento.  L’erogazione è soggetta a domanda con autocertificazione dei requisiti.

Per i Co.co.co. il bonus di maggio è elevato a 1.000 euro, a condizione che abbiano cessato il rapporto di collaborazione alla data di entrata in vigore del “Decreto Rilancio” in approvazione.


“Bonus 600 euro” per i lavoratori autonomi (iscritti all’Ago, l’Assicurazione generale obbligatoria, quindi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni)

Bonus di 600 euro anche per il mese di aprile, probabilmente in modo automatico per chi ha già presentato la richiesta e ha ricevuto l’indennità relativa a marzo.

ATTENZIONE: al momento risulta che decorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione del “Decreto Rilancio”, i bonus per il mese di marzo già previsti dal decreto “Cura Italia” non potranno più essere richiesti.


Indennità per stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

Bonus di 600 euro anche per aprile, probabilmente in modo automatico per chi ha già presentato la richiesta e ha ricevuto l’indennità relativa a marzo. Per maggio il bonus passa a mille euro. La stessa indennità spetterebbe ai lavoratori in somministrazione, impiegati in imprese utilizzatrici operanti nel settore turismo e stabilimenti termali, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi, alla data di entrata in vigore del “Decreto Rilancio” in approvazione.


Indennità per lavoratori agricoli

Il bonus per il mese di aprile sarà di 500 euro, probabilmente in modo automatico per chi ha già presentato la richiesta e ha ricevuto l’indennità relativa a marzo.


Allargamento al bonus 600 euro. Un decreto interministeriale del 30 aprile (non ancora pubblicato) lo concede anche ad altri stagionali, intermittenti, occasionali, venditori a domicilio


Bonus per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo

Bonus per aprile e maggio di 600 euro, probabilmente in modo automatico per chi ha già presentato la richiesta e ha ricevuto l’indennità relativa a marzo. Viene introdotta la condizione di non titolarità di rapporto di lavoro dipendente o pensione alla data di entrata in vigore del “Decreto Rilancio” in approvazione.

Il bonus viene erogato per aprile e maggio anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro. Per questi ultimi sarà necessario presentare la domanda.


Bonus per i lavoratori domestici, colf e badanti

Bonus di 500 euro per aprile e maggio ai lavoratori domestici che hanno in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. Il lavoratore domestico non deve essere convivente col datore di lavoro. Per maggiori dettagli sarà necessario aspettare l’approvazione del “Decreto Rilancio”.


Naspi e Dis.Coll. (l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, anche a progetto)

Se il periodo di percezione dei due ammortizzatori sociali si è interrotto nel periodo dal 1° marzo al 30 aprile 2020, viene prorogata la scadenza di due mesi, a condizione che il beneficiario non percepisca uno dei bonus previsti dal decreto “Cura Italia” e dal “Decreto Rilancio” in approvazione. L’importo per ciascuna mensilità aggiuntiva è pari a quello dell’ultima mensilità della prestazione.


Promozione del lavoro in agricoltura

I percettori di Cig, Cigd e Fis (Cassa integrazione ordinaria, in deroga e Fondo integrazione salariale), i percettori di Naspi e Dis.Coll. e di Reddito di cittadinanza, possono stipulare con un datore di lavoro agricolo, contratti a termine di 30 giorni rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza perdita dei diritti collegati agli ammortizzatori sociali citati, nel limite di 2.000 euro.


Si ricorda, per tutti i provvedimenti analizzati, che è necessario attendere l’approvazione del testo definitivo del decreto per avere l’ufficialità. (c.t.)